Enormi danni alle piantagioni del Costarica

E’ emergenza banane. Infestazione di insetti nocivi provocata dal cambiamento climatico

[13 dicembre 2013]

Il 10 dicembre il Servicio Fitosanitario del Estado (Sfe) del Ministerio de Agricultura y Ganadería del Costa Rica ha dichiarato l’emergenza fitosanitaria nazionale per un anno per l’aumento della popolazione di due insetti: il  Diaspis boisduvalii e la cociniglia Pseudococcus elisae, che stanno provocando fortissimi danni nelle piantagioni di banani. Secondo dati di Corbana e della Comisión Nacional de Musáceas le infestazioni riguardano già  24.000 ettari.

Un decreto sull’emergenza fitosanitaria pubblicato questa settimana permette i importare “borse” impregnate di buprofezina e bifentrina per mitigare le infestazioni di insetti invasivi che sembrano causate dal cambiamento climatico in corso sulla costa atlantica del Costa Rica, in particolare tra Talamanca e Sarapiquí. Il Servicio Fitosanitario del Estado spiega che «I prodotti vengono importati con l’obiettivo di fornire più alternative ai produttori, rispettando la corrispondente normatiova tecnica. Per esempio, le borse non potranno essere in vendita nei consorzi agricoli ma solo nelle imprese autorizzate per importarle che dovranno fornirle direttamente alla lista dei produttori colpiti elaborata dal Corbana. Questa distribuzione si realizzerà sotto la supervisione dello Stato.

Il danno fatto dai due insetti è soprattutto estetico, visto che producono macchie sulle banane, ma questo basta a metterle fuori mercato per l’esportazione. Come spiega Magda González, direttrice dello Sfe «Il rischio maggiore che stiamo affrontando è che i Paesi importatori impongano restrizioni, includendo il rinvio delle spedizioni o la chiusura del mercatro, comportando serie conseguenze e togliendo credibilità commerciale al Paese».

Per il Costa Rica  questi due insetti infestanti potrebbero significare una vera e propria catastrofe economica: nel 2012 il piccolo Paese centramericano ha esportato oltre 1,2 milioni di tonnellate di banane fresche, per un  valore di 815 milioni dollari, secondo le ultime cifre del governo, ad ottobre  2013 il Costa Rica aveva esportato 594.473.000 dollari di banane, un forte calo causato proprio dai focolai di insetti infestanti che come gli afidi si nutrono di linfa vegetale, il che indebolisce la pianta e provoca la caduta delle foglie. Le cocciniglie espellono una sostanza appiccicosa chiamata “melata”, che causa la crescita delle muffe fuligginosa sui frutti.

Elizabeth Ramírez, a capo del Departamento de Operaciones Regionales del Sfe, sottolinea che «Prima, venivano dati permessi speciali per l’importazione di una certa quantità di borse, però la situazione sta peggiorando, perciò si è deciso di ricorrere allo stato di emergenza. Però questo è compreso in una strategia di controllo, la gestione integrata dei nocivi, nella quale si trova anche il controllo biologico che si può applicare nella gestione effettiva della situazione.

La González, ha detto al  The Tico Times che «Il cambiamento climatico, influenzando la temperatura, favorisce le condizioni in cui gli insetti si riproducono. I cambiamenti nei modelli delle precipitazioni stanno facendo peggiorare il problema. Queste condizioni potrebbero abbreviare di un terzo il ciclo di riproduzione degli insetti. Posso dirvi con quasi certezza che il cambiamento climatico sta dietro questi parassiti».

Le “borse” sono sacchetti di plastica impregnati di pesticidi che vengono avvolte intorno ai caschi di banane  banane per proteggere i frutti dai parassiti. Le banane, data la quasi inesistente varietà genetica delle coltivazioni commerciali, sono estremamente vulnerabili a una grande varietà di malattie. Proprio il Costa Rica è sotto accusa per l’utilizzo di pesticidi nelle piantagioni di banane dopo che un recente studio ha evidenziato che queste sostanze chimiche finiscono nei corsi d’acqua, uccidendo i pesci, e accumulandosi nei predatori superiori, come il raro coccodrillo americano (Crocodylus acutus) e d il caimano dagli occhiali (Caiman crocodilus).

Oltre ad essere un’industria multimiliardaria mondiale, nei Paesi in via di sviluppo quasi 400 milioni di persone dipendono dalle banane per il cibo.  A livello globale, il futuro delle banane nel global warming è incerto. Secondo il Consultative Group on International Agricultural Research (Cgiar) le banane in America latina  potrebbero essere sostituite da coltivazioni come le patate ed altri tuberi che potrebbero essere coltivate anche più a nord grazie ai cambiamenti climatici, ma attualmente, alcuni delle più grandi regioni produttrici di banane del mondo stanno combattendo contro malattie delle colture letali. Un focolaio della malattia di Panama, causata dal fungo Fusarium oxysporum f. sp. cubense, si è diffusa nelle piantagioni di banane nel sud est asiatico in Giordania e Mozambico. I produttori di banane dall’Africa all’America Latina si stanno preparando per una potenziale epidemia. Il fungo provoca un marciume mortale e, una volta. presente, è notoriamente difficile da sradicare dal territorio. Un mondo con più banane sembra poco probabile.