La costruzione di nuovi porti e moli favorisce il boom delle meduse? [VIDEO]

[6 novembre 2014]

Un team di scienziati delle università giapponesi di Ishinomaki Senshu ed Hiroshima ha pubblicato sul Journal of Oceanography lo studio “Marine artificial structures as amplifiers of Aurelia aurita s.l. blooms: a case study of a newly installed floating pier” che contribuisce a completare il puzzle del mistero delle enormi fioriture di meduse che si verificano un po’ in tutto il mondo. I 4 ricercatori giapponesi ricordano che «E’ stato sostenuto che l’aumento di strutture artificiali marine, fornendo più substrato per i polipi della  medusa, aumentare le esplosioni di meduse, anche se non esiste alcuna prova esplicita». Ma la nuova ricerca riporta un caso di studio che «dimostra un notevole aumento di efire di  Aurelia aurita sl dopo l’installazione di un pontile galleggiante (48 × 6 m) in un porto di pescatori  sul Mare Interno del Giappone. Il monitoraggio delle efire dal gennaio 2010, prima dell’installazione del molo galleggiante nel mese di aprile del 2010, al luglio 2011, ha rivelato che la loro densità media ponderata nel tempo è aumentata 3,5 volte, 1,1 – 3,9 ephyrae m3  e il numero integrato di efire esportate dal porto è aumentato di 4,3 volte». Però, nello stesso periodo, in un sito di controllo in un porto vicino, un sito di controllo l’abbondanza di efire (lo stadio precoce e pelagico della fase medusoide) è diminuita di circa un terzo.

I ricercatori dicono che «Il monitoraggio dei polipi ha mostrato che inizialmente hanno colonizzato la superficie inferiore del molo entro agosto 2010, seguito da un rapido aumento della popolazione. Hanno fatto a strobilazione  dal dicembre 2010 al maggio 2011» con un fortissimo successo riproduttivo che ha provocato una fuoriuscita dal porto di un grande numero di efire. I ricercatori concludono: «Questo studio corrobora la tesi che l’installazione di una struttura artificiale fornisce nuovo substrato per polipi, che permette loro di produrre più efire per indurre le fioriture di meduse.

Lo studio è importante perché negli ultimi decenni le fioriture di meduse sembrano essere in forte aumento e gli scienziati si dividono tra (la maggioranza) che pensa che questo sia dovuto alle attività antropiche e (la minoranza) che dice che semplicemente gli uomini entrano più in contatto con e meduse perché sono aumentate le attività marittime. Ma è sempre più evidente che in alcune zone, soprattutto nelle acque chiuse vicino ai grandi  porti, le grandi fioriture di meduse sono sempre più frequenti e che sono spesso dominate da una specie: la medusa quadrifoglio o medusa luna (Aurelia aurita), una specie presente in tutti i mari e che sembra un trasparente Ufo con quattro evidenti e ben visibili gonadi  a petalo nella parte superiore dell’ombrello  e brevi e sottili tentacoli. Il veleno dell’ Aurelia aurita  non è molto potente e non è pericoloso per gli esseri umani, ma queste creature gelatinose raggiungono buone dimensioni e le loro fioriture imprevedibili possono essere enormi. Nel 2000 nel mare di  Uwakai, in Giappone, lungo la costa di 62 miglia si stimò la presenza di 53 milioni di meduse, concentrate in una striscia di mare di sole 1,5 miglia quadrate. Questi grandi concentrazioni di meduse possono creare grossi problemi: in Israele, California, Giappone e Gran Bretagna hanno costretto alla chiusura di centrali termoelettriche e nucleari dopo che avevano intasato le prese d’acqua che servono al raffreddamento degli impianti.  Questi celenterati riempiono le reti dei pescatori e le meduse provocano la diminuzione delle specie di pesci commerciali, visto che competono sempre di più con loro nella caccia al plancton.

I polipi delle meduse si attaccano ad una superficie dura ed è da li che passano alla successiva fase di efire che vagano in mare. Le opere rigide dei porti sono quindi un habitat perfetto per i polipi perché hanno un sacco di spazio da occupare, con aree riparate dal sole e pochi predatori. Quindi, hanno pensato i ricercatori giapponesi, cosa c’è di meglio di un nuovo porto e di un molo in costruzione per capire se causano davvero un aumento delle meduse quadrifoglio che porti ad una fioritura?  Il posto migliore per lo studio è stato individuato nel porto di Kuba, nella baia di Hiroshima, dove si stava realizzando un nuovo molo galleggiante. E’ li che ogni settimana hanno controllato l’evoluzione di una popolazione di meduse e la stessa cosa hanno fatto nel vicino porto di Ogata, dove non c’ nessun progetto di espansione. I risultati dello studio  hanno dimostrato che il numero di meduse quadrifoglio presenti nel porto Ogata è rimasto costante, mentre il numero di efire di meduse che uscivano fuori dalla baia di Hiroshima è aumentata più di quattro volte, da 5,7 milioni ad oltre 25 milioni. Una volta in mare aperto, le efire si uniscono altre popolazioni di Aurelia aurita nate in diversi porti, costituiscono uno sciame, crescono e “muoiono” in autunno, dopo che rilasciano le larve che si sviluppano in nuovi polipi, ridando vita ad un ciclo che sembra eterno.

Ma rispetto ai risultati dello studio c’è già una novità: il leader del team dei ricercatori, Shin-ichi Uye, della Graduate School of Biosphere Science dell’università di Hiroshima, in un aggiornamento pubblicato da a  Smithsonian.com   dice che nel terzo anno, il numero di efire nel porto Kuba è in diminuzione a livelli pre-studio, un fenomeno dovuto alla competizione per lo spazio subacqueo nel molo, dove sono comparsi denti di cane, cozze ed altri tunicati che hanno impedito ad un maggior numero di polipi da stabilirsi. «Questo suggerisce – scrive Smithsonian.com   – che siano in gran parte le costruzioni nuove di zecca ad innescare le enormi fioriture, mentre le costruzione più vecchie causano solo piccoli aumenti del numero di meduse».

Diversi studi avevano già collegato le strutture artificiali alla forte presenza di polipi di meduse e nei porti di tutto il mondo i subacquei vedono queste minuscole creature che popolano le strutture artificiali. Inoltre esperimenti sul campo (Is global ocean sprawl a cause of jellyfish blooms?- Ecological Society of America, marzo 2013)  hanno dimostrato che i polipi delle meduse preferiscono le superfici artificiali a quelle naturali e che sembrano produrre più efire negli ambienti “disturbati” con un minor numero di predatori e più sostanze nutritive (Coastal havoc boosts jellies – Nature, ottobre 2014). Lo studio “Enhancement of jellyfish (Aurelia aurita) populations by extensive aquaculture rafts in a coastal lagoon in Taiwan”, pubblicato nel 2008 da ICES Journal of Marine Science, aveva già dimostrato che la rimozione di strutture costruite dall’uomo causava la diminuzione della presenza di meduse, ma fino ad ora non c’era nessuno studio che fornisse un collegamento tra l’aumento delle strutture portuali e quello delle meduse.

Allen Collins, curatrice del settore meduse al National Museum of Natural History Usa, ha scritto in una e-mail inviata a  Smithsonian.com  : «Questo è il primo studio quantitativo davvero solido che dimostra che le nuove strutture galleggianti possono portare a un aumento della densità meduse. E’ un ottimo contributo alla nostra comprensione delle fioriture di meduse».

Ma, come dice Rob Condon, un ecologista esperto di meduse dell’università del North Carolina – Wilmington, «Questo non significa che il caso è chiuso. Mentre lo studio è valido a livello locale, io sicuramente non direi che si tratta di qualcosa che può essere estrapolato per un’intera regione o che abbia senso a livello globale senso».  Secondo Condon ci sono prove evidenti che a livello mondiale le popolazioni di meduse oscillino ogni 10 o 20 anni e  che la gente vede questi aumenti di fioriture solo quando queste oscillazioni sono nella fase di crescita: «Senza un data set di più lunga durata, non c’è un modo vero e proprio per separare gli effetti di tali oscillazioni da quelli causati dalle nuove costruzioni».

Ma secondo Jennifer Purcell, una biologa marina della  Western Washington University, considerata una delle maggiori esperte statunitensi di meduse, Condon sottovaluta lo studio giapponese: «I risultati si applicano alle altre popolazioni di meduse luna in tutto il mondo, a causa della loro diffusione e adattabilità. Le varie specie e sottospecie di meduse luna, spesso distinguibili solo dal loro DNA, si trovano in tutti gli oceani e si comportano allo stesso modo, ovunque si trovano, compresa la loro preferenza per i porti. I loro polipi sono stati trovati in tutto il mondo su questo tipo di strutture. Si sospetta che le nuove costruzioni in altri luoghi potrebbero ormare fioriture non dissimili da quella studiata da Uye».

In effetti, se le nuove infrastrutture favoriscono le fioriture di meduse, ci potrebbero essere molti modi er prevenirle, limitando la crescita dei polipi su pilastri e pontili. Per esempio, i predatori naturali dei polipi di meduse quadrifoglio  come alcune specie di lumache e crostacei, non si trovano spesso nelle aree portuali «Ed una loro potrebbe  impedire fioriture di meduse»,  dice Uye, anche se ammette che «sarebbe una soluzione difficile da attuare in una vasta area naturale». Un repellente per impedire alle Aurelia aurita di meduse di attecchire potrebbero essere tessuti di alghe che producono composti chimici che respingere i polipi in natura.  Uye e il suo team hanno testato un composto chimico estratto dall’alga rossa Digenea simplex ed hanno scoperto che è efficace come repellente per i polipi di meduse, ma anche in questo caso, sarebbe difficile produrre grandi quantità di un prodotto chimico da applicare su grandi superfici. «Fino ad allora – conclude Uye – si continuerà a costruire strutture artificiali, creando sempre maggiori opportunità per le fioriture di meduse luna. Si tratta di una sorta di un gioco senza fine». Come il bizzarro e affascinante ciclo vitale delle meduse.

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