Da Roma sì alla Tirrenica, ma anche il Parco della Maremma è tenuto all’oscuro

Venturi: «L’infrastruttura taglierebbe il territorio dell’Ente, ma qui neanche una chiamata»

[14 maggio 2015]

In Toscana le firme di protocolli d’intesa e accordi istituzionali si accumulano numerose, a una velocità che pare inversamente proporzionale al numero di giorni che separa il territorio dalle elezioni. L’ultima novità riguarda la Tirrenica, l’infrastruttura viaria della costa di cui si discute da decenni.

Ieri, in un incontro che ha riunito attorno allo stesso tavolo Regione Toscana, Regione Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture, Autostrade per l’Italia e Sat, c’è stata la firma su un nuovo Protocollo d’intesa che – comunica la Regione Toscana –  definisce «il nuovo progetto, costi e tempi di realizzazione e fissa alcune questioni fondamentali come quella del pedaggio gratuito per i residenti».

A dispetto dei molti soggetti riuniti a Roma, a spiccare sono però le assenze, in primis quella del Parco della Maremma. Il Protocollo firmato prevede infatti una suddivisione in due macroaree, con interventi differenziati. L’annunciata Tirrenica «sarà composta da due parti, un tratto più lungo (circa 120 km) da Rosignano a Grosseto sud, ottenuto adeguando e migliorando l’attuale Aurelia, ed un tratto più breve (circa 50 km) di autostrada da Grosseto sud al confine della regione. Nel tratto di autostrada saranno previste tre barriere, uno a Grosseto sud, uno a Fonteblanda e uno a Capalbio».

La Tirrenica è dunque un’infrastruttura che va a impattare, in modo evidente, all’interno dei confini di un’area protetta come quella del Parco regionale, che del fantomatico progetto però non sa niente. «C’è preoccupazione da parte del Parco – dichiara a greenreport Lucia Venturi (nella foto), presidente dell’Ente – Non siamo mai stati convocati, né sappiamo qualcosa di un progetto che, almeno per il tratto che ci riguarda direttamente (ovvero la parte d’Aurelia che corre dalla foce dell’Ombrone fino a Fonteblanda, ndr) non ci risulta essere pronto. Stiamo parlando di un territorio vasto, e all’interno del quale sono presenti numerose aziende che fanno agricoltura biologica, è fondamentale capire quale sarebbe l’impatto ambientale di questa Tirrenica».

Non essendoci però un piano ufficiale, neanche c’è una Valutazione d’impatto ambientale sulla quale potersi esprimere. Certo non è pensabile di coinvolgere il Parco a cose fatte. «Non siamo un territorio su cui poter fare e disfare senza che si venga neanche consultati – rincara Venturi – Non si dimentichi che la pianificazione urbanistica che riguarda il Parco è materia dell’Ente stesso. E a un livello sovraordinato rispetto alla pianificazione urbanistica dei comuni, tra l’altro. A Fonteblanda addirittura già si parla di costruire anche una barriera, ma al Parco nessuno ha ancora telefonato, neanche per chiedere un parere. Sulla Tirrenica chiediamo di essere tenuti al corrente, abbiamo voce in capitolo».

Nonostante i brindisi, attorno all’infrastruttura rimangono soprattutto forti perplessità. A partire da quelle che da sempre animano le associazioni ambientaliste (contrarie all’autostrada e favorevoli alla messa in sicurezza dell’Aurelia), per finire con quelle meramente economiche: ad esempio con quali pedaggi (non solo locali), a quali tariffe e in che tempi Autostrade pensa di recuperare un investimento tanto oneroso? L’accordo siglato ieri si limita a dire che l’obiettivo è arrivare al progetto esecutivo entro agosto 2016, e all’apertura dei primi cantieri nel 2017. Ma viste le premesse, una sola cosa pare certa per la Tirrenica: in Toscana se ne discuterà ancora per un bel po’.