Dal Cupolone di Firenze alla libertà. La storia di un falco salvato dall’uomo [FOTOGALLERY]

[25 agosto 2014]

E’ stato liberato nell’Oasi di Focognano il falco pellegrino trovato lo scorso giugno a Firenze sulla lanterna della Cupola del Duomo.  Dopo mesi di addestramento per riabilitarlo alla vita selvatica, questa mattina nell’Oasi WWF di Focognano, alla presenza di Renzo Crescioli, assessore all’Ambiente, Difesa del Suolo, Caccia e Pesca della Provincia di Firenze, il volatile è stato liberato in natura.

La Provincia di Firenze, ha spiegato l’Assessore Crescioli, «ha fra i suoi compiti istituzionali l’attività di recupero della fauna selvatica e si è occupata di questo caso, insieme alla Polizia Provinciale e al servizio veterinario della Asl 10 con cui abbiamo intrapreso un progetto proprio per questo genere di problematiche». Per la reintroduzione in natura del falco, è stata scelta l’Oasi di Focognano, nella piana fiorentina.  L’habitat è particolarmente idoneo perché ci sono molte prede adatte alla sua alimentazione, come i piccioni e altri uccelli in genere. Il falco pellegrino poi  necessita di aree aperte senza bosco e Focognano, inoltre, è un’oasi con divieto di caccia.

Il falco è stato individuato da una guida turistica, il 2 giugno scorso in cima alla lanterna della Cupola del Duomo di Firenze, che si rivolse alla Polizia Provinciale. Inizialmente si ipotizzò che si trattasse di uno dei falchi che nidificano da anni sul cupolone, ma il soggetto era stato palesemente allevato in cattività da qualcuno che, con molta probabilità, lo aveva portato sul Duomo nell’intento di farlo volare via. Il falco era infatti molto ben nutrito e abituato ad essere preso in mano, come fanno i volatili allevati in cattività, ma era incapace di volare proprio per mancanza di esercizio.

E’ stato dunque portato in una clinica veterinaria, dove gli sono stati fatti esami del sangue ed esame radiografico.  E’ stato visitato a fondo, risultando in ottima salute. A quel punto si è deciso di affidarlo all’Associazione Ornitologica Fiorentina per riabilitarlo al volo e alla caccia, attraverso veri e propri esercizi fisici e di procacciamento del cibo, in vista della reintroduzione in natura. Dopo due mesi è tornato a volare perfettamente e ha imparato a procacciarsi le prede in volo da solo.

In attesa di essere liberato, stamani, il falco era stato protetto con una speciale mascherina che, impedendogli di vedere e sentire intorno a sé, lo manteneva calmo e rilassato. Quando infine gli è stata tolta, ha spiccato subito il volo verso il cielo.

Sono molti i cittadini che si rivolgono alla Polizia Provinciale per il soccorso degli animali selvatici feriti o che non sono in grado di vivere in natura. Dal 2012 la Provincia di Firenze ha coinvolto gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale ponendo in essere un rapporto convenzionale, ancora in assetto sperimentale, con il servizio veterinario della ASL 10 di Firenze. Il percorso intrapreso con la ASL 10 è ancora in fase  di costruzione e  probabilmente è il primo ed unico tentativo in Italia teso ad attivare un servizio per il soccorso della fauna selvatica pubblico e strutturato.

Gli addetti ai lavori, tuttavia, invitano a non raccogliere i cuccioli, in particolare mammiferi, che vengono trovati soli perché non è giusto sottrarli alle cure della madre. Un piccolo animale come un capriolo che viene trovato da solo, quasi mai è stato abbandonato. La madre si può essere allontanata per procacciarsi del cibo. Portare via i cuccioli è dannoso inoltre anche perché in cattività subiscono un imprinting per cui, una volta cresciuti, è difficile reintrodurli in natura.

di Provincia di Firenze