Pugno (università di Trento): «Materiali con alti tassi di biocompatibilità e biodegradabilità»

Dalla seta di ragno un aiuto per medicina e ingegneria

Più tenace del Kevlar e resistente come l'acciaio, ma fino a sei volte più leggera

[29 maggio 2015]

Nicola Pugno

«Progettare e riprodurre in laboratorio, portandole su larga scala, le caratteristiche meccaniche più sorprendenti dei materiali presenti in natura, come la seta di ragno, senza alterarne le proprietà», è questo uno di principali obiettivi che si è dato un team internazionale di ricercatori, del quale  fa parte anche Nicola Pugno, del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’università di Trento, che ha appena pubblicato su  Nature Communications, lo studio “Predictive modelling-based design and experiments for synthesis and spinning of bioinspired silk fibres”, focalizzato sulla «progettazione al computer della seta e sulla sua riproduzione artificiale ispirata a quella dei ragni e sulle sue numerose potenziali applicazioni».

Pugno, che anche responsabile scientifico dei nanocomposti a base grafene per la Fondazione Bruno Kessler di Trento, membro del Comitato tecnico e scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana e professore di Scienza dei materiali alla Queen Mary University of  London, aveva già pubblicato nel 2012  su Nature  degli studi su questo super-materiale ed ora spiega che «La seta di ragno presenta una tenacità superiore a quella del Kevlar e una resistenza comparabile a quella dell’acciaio pur essendo fino a sei volte più leggera. Da molti anni le nostre ricerche si sono concentrate sulle notevoli proprietà meccaniche della seta, che potrebbero essere sfruttate in molti settori dell’ingegneria, della fisica e della scienza dei materiali. Inoltre, grazie ai loro alti tassi di biocompatibilità e biodegradabilità, le sete di ragno sono materiali proteici che permetterebbero di compiere importanti passi avanti anche nel campo biomedico: dai fili per suturare le ferite, alle operazioni di rigenerazione dei tessuti, alle procedure di rilascio intelligente previste dalla terapia genica».

Per questo, durante le ricerche, Pugno ed i suoi colleghi  del team di ricerca internazionale hanno  compiuto «Importanti tentativi finalizzati a progettare tramite simulazioni al computer la fibra della seta e a sintetizzarla artificialmente. Utilizzare seta artificiale, infatti, è molto più pratico ed economico di quanto non sia prelevare seta dagli allevamenti di ragni, gli animali che producono la seta più resistente. Tutto ciò offre dunque interessanti prospettive per la produzione manifatturiera su larga scala».