Dare gambe alle idee. Le proposte dei giovani Lipu per il volontariato ambientale

Dal tirocinio obbligatorio agli incentivi per lavorare le terre, alla Brilla di Massarosa l'exploit delle giovani proposte

[5 settembre 2013]

Si è conclusa oggi la tre giorni organizzata dalla Lipu per una cinquantina di giovani volontari ambientali provenienti da tutta Italia. Alla cascina La Brilla, nel comune di Massarosa, è stata l’occasione per conoscere realtà ed esperienze diverse, ma anche per proporre idee e strategie per rilanciare il volontariato ambientale fra gli under 30.

E così, ultimo appuntamento dell’iniziativa, è stato l’incontro che si è tenuto questa mattina fra i volontari, i vertici della Lipu, insieme ad alcuni esponenti politici e amministratori locali, tra cui l’europarlamentare Andrea Zanoni, il deputato Basilio Catanoso, l’ex assessore all’ambiente del comune di Capannori Alessio Ciacci, la consigliera regionale Gabriella Meo.

Nove i gruppi di lavoro che hanno sviluppato alcune idee sul tema “Giovani e ambiente: che fare?” Il primo ha affrontato il tema della formazione universitaria: uscire dall’università senza identità è stato infatti l’assunto di partenza. Uno studio che non qualifica e una prospettiva di (non)lavoro che non corrisponde a competenze acquisite. Da qui l’idea proposta di rendere obbligatori i tirocini, soprattutto per chi studia scienze ambientali, attraverso apposite convenzioni con onlus e associazioni, nonché enti pubblici. Tirocini specializzanti, riconosciuti e aperti alla sinergia con la ricerca.

Servizio per la comunità obbligatorio è stata invece la suggestione emersa da un secondo gruppo, che ha addirittura pianificato un ipotetico monte ore di volontariato durante gli anni delle scuole superiori e previsto la “bocciatura” nel caso lo studente non lo raggiunga. C’è chi poi si è concentrato sulla sensibilizzazione ai temi ambientali, con particolare riferimento ai rifiuti e alla protezione della fauna. Interessante al riguardo, la proposta di realizzare degli spot video, anche con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, sul fenomeno del bracconaggio e della falconeria, ma anche l’idea di organizzare corsi di primo soccorso per la fauna selvatica.

E ancora, lungo la direttrice “vivere più la natura” è stato chiesto di intensificare gli eventi e le attività come il birdwatching guidato. Analogamente, per pubblicizzare le attività della Lipu i giovani hanno suggerito una più incisiva e studiata presenta sui social network, oltre ai tradizionali volantinaggi. La proposta di rivedere e modificare le stesse indicazioni stradali ad esempio, che segnalino riserve e oasi, è molto intelligente e mostra che con poco si può fare molto per avvicinare maggiormente i cittadini al proprio territorio.

Ma tutte le attività, idee, proposte, richiedono risorse. E lo sanno bene i volontari di Ferrara che hanno trattato l’argomento nel loro gruppo di lavoro, proprio loro che con la mancanza di risorse si trovano a lottare per tenere in piedi l’oasi locale. Chiedono quindi alla politica di valorizzare l’attività di volontariato e le strutture dove si svolge, attraverso una legge che finanzi chi protegge l’ambiente in base a parametri precisi, superando l’attuale impasse che vede spesso i responsabili delle Oasi come unici referenti per la ricerca di finanziamenti.

Giovani e agricoltura è il tema scelto da alcuni volontari che sognano per il loro futuro di lavorare la terra. Domandano infatti politiche che favoriscano l’agricoltura locale ad opera dei più giovani, con strumenti quali il comodato d’uso gratuito per le terre incolte, incentivi fiscali alla produzione e alla vendita, promozione dei mercati locali e del rapporto diretto con gli agricoltori.

Dal tavolo ‘Ambiente e tecnologia’ sono nati alcuni tra gli spunti più suggestivi e visionari. A partire da quelli per il lago di Massaciuccoli, vittima di una pesante eutrofizzazione, per il quale i volontari hanno proposto la deviazione dei canali di irrigazione dei campi, spesso portatori di pesticidi inquinanti. Al di là della reale fattibilità dell’idea, c’è comunque da parte loro l’approccio orientato alle soluzioni, quindi esortano alla ricerca e all’utilizzo di colture batteriche per pulire il lago stesso, e fanno riferimento alle ricerche più innovative portate avanti dalla Nasa ad esempio, sull’uso di onde sonore per spegnere gli incendi.

Infine, come non parlare delle scuole? Alla parola educazione preferiscono “formazione”, perché resitituisce anche la dimensione pratica dell’apprendimento. Si rivolgono direttamente al Ministero affinché nei programmi scolastici sia inserita la formazione ambientale ad ogni livello, con pari dignità disciplinare. Che le attività abbiano nuovo inizio e celermente, sembrano dire gli interventi conclusivi. E che l’appuntamento di questi tre giorni si ripeta annualmente, l’auspicio – e l’impegno – espresso da tutti i partecipanti.

C.C.