La deforestazione tropicale raddoppierà il riscaldamento globale e danneggerà l’agricoltura mondiale

[19 dicembre 2014]

Lo studio “Effects of tropical deforestation on climate and agriculture” pubblicato su Nature Climate Change da Deborah Lawrence e Karen Vandecar del Department of Environmental Sciences dell’università della Virginia rivela che «L’abbattimento delle foreste non solo rilascia carbonio nell’atmosfera, ma  innesca anche cambiamenti nelle precipitazioni e temperature globali  che sono altrettanto forti di quelli causati dall’inquinamento da carbonio in corso e che pongono un grande rischio per il futuro la produttività agricola»

Secondo Lawrence e Vandecar  «La completa la deforestazione tropicale potrebbe innescare cambiamenti atmosferici che portano ad un aumento di 0,7 gradi Celsius della temperatura globale, oltre al riscaldamento provocato dai gas serra rilasciati dalla deforestazione in sé. Questo raddoppia il riscaldamento globale osservato sin dal 1850». Le due ricercatrici sostengono che i loro risultati «Indicano che molti dei cambiamenti previsti associati alla diffusa deforestazione stanno già avvenendo: dalla Thailandia, che sta ricevendo meno pioggia all’inizio della stagione secca, a parti del Rio delle Amazzoni, le cui stagioni della pioggia, una volta prevedibili, si sono spostate».

Quindi la deforestazione causerebbe un’estesa siccità nei Tropici con conseguenze planetarie e disastrosi effetti sull’agricoltura. Solo interventi e gestioni sostenibili a livello locale sembrano in grado di mitigare gli effetti della deforestazione e non far saltare del tutto il ciclo delle piogge. Ma se la deforestazione continua ai tassi attuali, l’aumento delle temperature medie e le ondate di calore ed il calo delle precipitazioni innescherebbero effetti a catena i cui impatti negativi sull’agricoltura potrebbe estendersi ben oltre i tropici: «La deforestazione in Sud America, Sud-Est asiatico e in Africa può modificare le condizioni di crescita in aree agricole lontane  come Midwest Usa, l’Europa e la Cina».