Delfini, lo stato degli spiaggiamenti in Toscana dopo l’epidemia di morbillivirus

[22 agosto 2014]

Tra gennaio e agosto  2014 in Toscana si sono verificati 14 spiaggiamento di cetacei,  secondo l’Arpat, che oggi pubblica un resoconto si tratta di un «dato in linea con la media annua di spiaggiamenti registrati lungo le nostre coste in un periodo piuttosto lungo (1986 – 2013)», 16 animali cetacei spiaggiati ogni anno  e piuttosto esiguo se paragonato alla moria eccezionale della specie stenella striata (Stenella coeruleoalba) nel 2013: 26 esemplari su 43 spiaggiamenti in totale).

La notizia è confortante, visto che lo stesso rapporto sottolinea che «la Toscana è il cuore del Santuario dei cetacei Pelagos. Anche per questo motivo la Regione nel 2007 ha dato vita all’ Osservatorio Toscano Cetacei e tartarughe marine (Otc). Tra le varie attività dell’ Otc rientra anche quella di registrare ed archiviare tutti gli avvistamenti, spiaggiamento e/o cattura accidentale di cetacei e tartarughe marine lungo le coste toscane e ritrasmetterle alla Banca Dati nazionale sugli Spiaggiamenti» . Arpat coordina l’’attività operativa sul campo della rete di recupero nell’ambito dell’Otc.

«Nel dettaglio – spiega Arpat – i recuperi del 2014 hanno riguardato 3 stenelle, 8 tursiopi e 1 globicefalo; 2 delfini sono invece rimasti indeterminati a causa dell’avanzato stato di decomposizione che non ne ha permesso l’esatta determinazione. Il numero più alto, a carico della specie tursiope, il delfino costiero più comune nelle nostre acque, non dovrebbe destare preoccupazione in quanto è esattamente lo stesso numero registrato negli ultimi anni in Toscana. Di questi 14 eventi di spiaggiamento 7 si sono registrati nell’arco di due mesi, luglio e agosto. In questi casi, però, lo spiaggiamento degli animali, quasi sempre in pessime condizioni di conservazione (vale a dire che la morte potrebbe essere avvenuta anche molti giorni prima e in mare aperto, anche molto lontano dalle nostre coste) è avvenuto in concomitanza con il maltempo e le forti mareggiate che hanno caratterizzato questo periodo estivo».

I veterinari della sezione di Pisa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana hanno eseguito un esame necroscopico sul 50% dei delfini spiaggiati e sono in corso specifici esami di tipo virologico, batteriologico, parassitologico per  comprendere le cause di mortalità di questi animali.

Arpat evidenzia che «alcuni risultati preliminari, indicherebbero che l’epidemia di morbillivirus rilevata nel corso del 2013 si è arrestata; infatti una sola stenella è risultata positiva per questo virus. Gli altri delfini analizzati (5 tursiopi) sono invece risultati tutti negativi al morbillivirus mentre altri esami di laboratorio sono attualmente in corso. Tra questi delfini due giovanissimi esemplari sarebbero invece morti per cause violente: uno per annegamento, rimasto accidentalmente intrappolato nelle reti dei pescatori, ed uno per trauma cranico da probabile collisione con un natante. Sull’esemplare ritrovato ai Tre Ponti a Livorno il 14 agosto scorso è stato possibile eseguire solo gli esami tossicologici, attualmente in corso, in quanto al delfino mancava la parte posteriore del corpo e tutti gli organi interni probabilmente a causa di una presunta predazione avvenuta dopo la morte».