I delfini del Rio delle Amazzoni macellati per farne esche per i pesci (VIDEO)

Un’app per salvarli dai bracconieri che li rivendono per pescare i pesci gatto

[17 ottobre 2016]

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E’ noto da tempo, come ha confermato  lo studio “Use of dolphins and caimans as bait for Calophysus macropterus (Lichtenstein, 1819) (Siluriformes: Pimelodidae) in the Amazon”, pubblicato nel 2015 sul  Journal of Applied Ichthyology  che in Amazzonia i pescatori stanno e uccidendo i boto, i delfini d’acqua dolce chiamati anche Inia, per utilizzarli come esca per i pesci gatto, ma un recente rapporto – “When you get what you haven’t paid for: molecular identification of “douradinha” fish fillets can help end the illegal use of river dolphins as bait in Brazil” Journal of Heredity  – ha scoperto che in Brasile, dopo il declino delle pesca le specie di pesce gatto “capaz” ( Pimelodus grosskopfii ), una prelibatezza regionale, i pescatori hanno iniziato a pescare un’altra specie  di pesce gatto (Calophysus macropterus ), che in Brasile viene chiamata “piracatinga” o “urubú-d’água” e in Colombia “mota”, che non piace ai da brasiliani, perché si ciba di carogne. L’analisi del DNA del piracatinga/mota realizzata dal team di scienziati brasiliani capeggiato da Haydée A. Cunha, del Laboratório de biodiversidade molecular dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro,  ha rivelato che questo pesce viene commercializzato con una varietà di nomi fittizi, tra cui “douradinha” e  il Cetacean specialist group dell’Iunc Ssc spiega che «Le carcasse di delfino di fiume forniscono l’esca ideale per attirare un gran numero di piracatinga mangiatori di carogne. Infatti, la presenza di tessuto di delfino i negli stomaci dei piracatinga è stata confermata dal sequenziamento della mtDNA control region. Questo utilizzo dei delfini come esca è direttamente legato al declino drammatico delle popolazioni di delfini in alcune parti del Rio delle Amazzoni».

Il Boto-vermelho ou Boto cor-de-rosa  (Inia geoffrensis) è il più delfino grande di acqua dolce. Questi pacifici cetacei possono vivere fino a 50 anni, ma il loro basso tasso riproduttivo, le loro  lunghe  cure parentali, insieme alla minaccia senza tregua dei cacciatori/bracconieri, hanno decimato e indebolito la specie. Parente stretto di delfini marini, il Boto è il protagonista di leggende degli indios e del folklore regionale ed è un animale completamente adattato all’’Amazzonia e anello fondamentale nella catena alimentare del bacino amazzonico e dei suoi colossali  fiumi.

Il primo gennaio in Brasile è entrata in vigore una moratoria legale di 5 anni sulla pesca del piracatinga, un divieto temporaneo giustificato con le implicazioni per la salute umana, visto che i piracatinga hanno alti livelli di mercurio nei loro tessuti, ma quello che ha spinto il governo brasiliano ad approvarlo è stata l’ indignazione dell’opinione pubblica per l’uccisione di magnifici e rari delfini di fiume per farne esche.

Ma il Cetacean specialist group dell’Iunc Ssc e gruppi come l’Associação dos amigos do peixe-boi (Ampa) denunciano che «Tuttavia, nonostante il divieto, il commercio di piracatinga in Brasile continua e, pertanto, i delfini continuano a essere uccisi». Le osservazioni da parte degli scienziati che studiano i delfini nel centro Amazzonia indicano che l’applicazione è debole e che i delfini (e caimani) sono ancora fortemente minacciati, almeno in  gran parte del loro ereale», come confernano gli studi “Insights on the use of dolphins (boto, Inia geoffrensisand tucuxi, Sotalia fluviatilis) for bait in the piracatinga (Calophysus macropterus) fishery in the western Brazilian Amazon” –  Journal of Cetacean  ed “Effect of illegal harvest on apparent survival of Amazon River dolphins (Inia geoffrensis)” –  Biological Conservation. Ogni anno in Brasile vengono pescate tonnellate di piracatinga utilizzando la carne di Boto e il volume di questo pesce nel mercato brasiliano è cresciuto in maniera esponenziale.

L’Amapa, nata 14 anni fa con l’obiettivo di promuovere la ricerca e la protezione dei manati e degli altri mammiferi acquatici dell’Amazzonia, denuncia: Oltre ad essere illegale, immorale e crudele, la caccia ha drasticamente colpito le popolazioni di delfini di fiume in Amazzonia. Ci sono squadre di cacciatori specializzati in Botos, che uccidendo più di 20 animali per la spedizione, per venderli ai rivieraschi.

L’Amapa dice che per la pesca piracatinga  e che «si stima che più di 2.500 delfini vengono uccisi in un anno in alcune regioni del Rio delle Amazzoni, e la specie potrebbe scomparire in un futuro molto prossimo». Per questo ha lanciato la campagna Alerta Vermelho, «specificamente destinata a combattere le attività illegali di caccia e pesca, attraverso l’impegno e la partecipazione attiva delle persone all’interno e all’esterno della regione amazzonica».

Il free t mobile cell phone tracker AMPA si sta  consolidando come uno dei principali partner dell’iniziatva mic spy app dell’Instituto nacional de pesquisas da Amazônia  (Inpa), un’agenzia locale  del ministero della scienza, tecnologia e innovazione del Brasile (Mcti), per la protezione dei mammiferi acquatici in Amazzonia. Questa partnership mantiene un gruppo di animali in salvo dal traffico di animali nel Parque de pesquisa e visitação do Inpa/Mcti a Manaus, la capitale dello Stato brasiliano dell’ Amazonas,  ed è anche un centro di riabilitazione degli animali sequestrati al commercio illegale.

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