Il giallo dei delfini soldato: la Russia prima conferma e poi smentisce un’esercitazione in Crimea [VIDEO]

[3 dicembre 2014]

Il ministero della Difesa russo ha smentito la notizia riportata oggi con grande evidenza da diversi giornali, compresa l’agenzia ufficiale Ria Novosti, che la Flotta russa del Mar Nero avrebbe realizzato esercitazioni con delfini soldato addestrati nell’acquario di Sebastopoli.

Secondo il portavoce del ministero, Igor Konashenkov, «i militari dell’Armata rossa stanno facendo diverse manovre di preparazione al combattimento in Crimea, però i delfini non vi hanno preso parte».

Invece Ria Novosti, con tanto di foto e di video e citando una fonte dell’esercito russo, aveva annunciato stamattina che «per la prima volta dal ricongiungimento della Crimea alla Russia, i delfini che vivono nel parco dei mammiferi marini a Sebastopoli hanno partecipato e ad un’esercitazione navale condotta da unità speciali della Flotta russa del Mar Nero».

Da anni si parla dell’utilizzo di delfini a scopi militari e si sa di programmi di questo tipo realizzati da russi, statunitensi, iraniani e Ucraini dopo la dissoluzione dell’Urss, ma tutti negano perché le convenzioni internazionali lo vietano.

Ria Novosti oggi spiegava che «dopo l’adesione della Crimea alla Russia nel marzo 2014, l’oceanario di Sebastopoli, fino ad allora utilizzato dalla marina ucraina per addestrare dei delfini da combattimento, è stato ricongiunto alle forze navali russe» e la fonte militare citata da Ria Novosti conferma che questi delfini soldato «hanno partecipato ad un’esercitazione consistente nel trovare del materiale da guerra a più di 60 metri di profondità. Un oggetto somigliante a una mina è stato scoperto da un delfino e marcato con una boa».

Ma la cosa che sembra mettere più in imbarazzo il ministero della difesa russa è che «7 su 10 delfini testati sono stati riconosciuti adatti a compiere missioni di guerra».

La fonte militare russa si è anche lamenta perché «Siamo stati obbligati di fatto a far riapprendere ai delfini come ricercare degli oggetti nell’acqua, perché i militari ucraini si sono praticamente disinteressati di questo lavoro».

L’imbarazzante e informatissimo interlocutore di Ria Novosti ha anche confermato che i delfini soldato venivano utilizzati  dal regime comunista ma che «Gli equipaggiamenti speciali fabbricati per i delfini negli ganni ’80 nell’Urss sono obsoleti e le forze navali russe hanno bisogno di un materiale più performante, compreso quello per sorvegliare i mammiferi nell’acqua. Il nostro compito prioritario consiste nel far apprendere ai delfini come cercare le armi e marcare la loro posizione, così come a scoprire gli incursori subacquei». Ria Novosti chiudeva con una nota patriottica: «Attualmente nel mondo esistono solo due centri di formazione di delfini soldato, uno si trova a San Diego (Stati Uniti), l’altro a Sebastopoli». Poi è arrivato il contrordine dal Cremlino.

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