Il destino di gorilla e scimpanzé dipende da armi, germi e alberi (VIDEO)

Le due grandi scimmie antropomorfe dell’africa centrale sono più numerose di quanto si credesse ma corrono sempre più rischi

[27 aprile 2018]

Un folto team di ricercatori internazionali guidato dalla Wildlife Conservation Society(Wcs) ha pubblicato su Science Advances lo studioGuns, germs, and trees determine density and distribution of gorillas and chimpanzees in Western Equatorial Africa” che presenta grandi novità sui gorilla e sugli scimpanzé dell’Africa equatoriale occidentale.

Secondo lo studio ci sono un terzo di gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla ssp. gorilla) e un decimo di scimpanzé dell’Africa centrale (Pan troglodytes troglodytes) in più di quanto si pensasse in precedenza, ma la stragrande maggioranza di queste grandi scimmie (ben l’80%) vive fuori delle aree protette e le popolazioni di gorilla sono in calo del 2,7% all’anno.

Negli areali sovrapposti di queste sottospecie di grandi primati, gli autori dello studio riportano un’abbondanza stimata di oltre 360.000 gorilla e quasi 130.000 scimpanzé, cifre entrambe più alte di quanto si credesse in precedenza. alla Wcs spiegano che «Questi numeri rivisti derivano in gran parte dai perfezionamenti alla metodologia dell’indagine, dai nuovi dati provenienti da aree non precedentemente incluse nelle stime dell’intero areale, nonché dalle previsioni di numeri nelle aree tra i siti di indagine».

Secondo la principale autrice dello studio, Samantha Strindberg cdella Wcs, «Questi risultati possono aiutare a informare strategie di gestione nazionali e regionali che salvaguardano l’habitat rimanente, aumentare gli sforzi anti-bracconaggio e limitare gli effetti dello sviluppo umano sulle grandi scimmie e altri animali selvatici».

I problemi che si trovano ad affrontare gorilla e scimpanzé sono armi, germi e alberi e, come spiega un’altra autrice dello studio, Fiona Maisels, anche lei della Wcs, a BBC News, «Le armi si riferiscono alla caccia, i germi si riferiscono a Ebola e gli alberi si riferiscono al fatto che si tratta di animali della foresta che hanno bisogno di una foresta densa e intatta per sopravvivere, Se abbattiamo la foresta se ne andranno tutti e se convertiamo la foresta in monocoltura non possiamo certo avere gorilla e scimpanze».

Il gorilla di pianura occidentale è la più numerosa e diffusa di tutte le sottospecie di gorilla ma è classificato come in pericolo di estinzione dalla Lista Rossa dell’Iucn che avverte: «Il bracconaggio si sta intensificando con l’espansione delle vie di accesso nelle foreste, mentre il virus Ebola permane  nelle foreste della regione. Inoltre, è in aumento anche  la perdita di habitat dovuta all’agricoltura industriale.

Lo scimpanzé centrale  è classificato dalla LIsta Rossa come Endangered e resta molto vulnerabile a causa della caccia illegale, dell’espansione del commercio della carne di animali selvatici, della perdita e degrado dell’habitat e del virus Ebola.

I ricercatori sostengono che «Le popolazioni di scimmie antropomorfe richiedono più attenzione di quella che attualmente ricevono. Gli sforzi della conservazione devono concentrarsi sul rafforzamento delle misure anti-bracconaggio, sulle misure di controllo delle malattie e sulla preservazione degli habitat di alta qualità». La Maisels. conclude: «Dato che l’80% dei gorilla di pianura occidentali e degli scimpanzé centrali vivono al di fuori delle aree protette, è essenziale che ottengano la massima protezione possibile».

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