Diga/porto a Mola (Elba), la Conferenza dei servizi ri-decide di non decidere

[5 luglio 2013]

La Provincia di Livorno ha comunicato con un atto dirigenziale (n.99 del 4/7/2013) l’ennesimo rinvio per il procedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di una diga frangiflutti nel Golfo di Mola, nel tratto di costa ricadente nel Comune di Capoliveri e di fronte alle coste del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, della Zona speciale di conservazione “Elba Orientale” e del Sito di importanza regionale della Zona umida di Mola, una delle ultime due rimaste all’Isola d’Elba, in un’area dove, nonostante gli abusi a terra ed a mare resiste una folta prateria di Posidonia oceanica.

La prima conferenza dei servizi riunitasi il primo febbraio 2013 aveva esaminato la richiesta del Cantiere Navale Golfo di Mola (appartenente al colosso delle infrastrutture Sales) di realizzare un molo lungo circa 2000 metri e con una base a mare di 40 metri di larghezza ed aveva chiesto  integrazioni alla documentazione presentata.

Il tutto era avvenuto dopo un percorso di informazione dei cittadini e delle associazioni che definire carente è un eufemismo (una sola riunione pubblica per illustrare il progetto alla quale era presente solo una dirigente di Legambiente Arcipelago Toscano e disertata dagli amministratori comunali)  e con evidenti difficoltà a dare una giustificazione ambientale ad un progetto di vecchia concezione pianta nel bel mezzo di una delle aree più delicate e preziose dall’Elba e a poche centinaia di metri da un altro Porto, quello prospicente di Porto Azzurro.

La conferenza dei servizi del 4 luglio, alla quale Legambiente ha fatto pervenire una serie di precise osservazioni sul reale impatto ambientale e paesaggistico della diga/porto   si è risolta in un altro nulla di fatto  e la stessa Provincia di Livorno scrive che «Dal verbale della Conferenza dei Servizi del 04.07.2013, preso atto dei pareri pervenuti e degli interventi esposti in detta sede, è emersa l’impossibilità di esprimere una determinazione conclusiva del procedimento» ma poi dispone «Di prolungare il procedimento di valutazione, oltre la naturale data di scadenza del procedimento stesso».

E’ evidente che tra le isttuzioni chiamate a quel tavolo ci sono fortissime perplessità sulla sostenibilità ambientale (e probabilmente anche economica) dell’intera operazione doga/porto di Mola e che Provincia, Comune e Sales sembrano in forte difficoltà per far approvare un’opera alla quale sembrano tenere molto, ma le notizie di proposte una possibile mitigazione dell’impatto ambientale che circolano, come una pompa per insufflare ossigeno nella baia di Mola per evitare l’anossia in uno specchio di mare chiuso che diventerebbe “morto” a causa del grande afflusso di sedimenti, confermano solo i gravi problemi ambientali che un’opera come questa comporterebbe per la Zona umida, il mare e le prateria di posidonia.

Legambiente spera che questo rinvio serva a rendere meno opaca tutta l’operazione con un reale coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni ambientaliste e chiede alla Sales ed al Comune di Capoliveri di rinunciare definitivamente ad una struttura rigida e di vecchia concezione, per andare ad una sistemazione “verde” dell’area a mare, che non comporti sanatorie di fatto di abusi e condoni, realizzando strutture a basso impatto, ecocompatibili e che rispettino il delicato equilibrio del Golfo di Mola a terra e a mare, già troppo sfigurato e intaccato in anni di incontrollato utilizzo del Golfo.

Se si vorrà discutere di questo Legambiente è pronta a collaborare e a mettere a disposizione le sue competenze.