Più lungo è il corno, più grossi sono i suoi testicoli

Le dimensioni non contano? Chiedetelo a un narvalo

[25 settembre 2014]

La lunga zanna che sporge dalla mascella dei narvali ha dato probabilmente origine al mito dell’unicorno e fino ad ora diverse ricerche hanno scoperto che è sia un organo sensoriale che una “spada” per combattere”, ma nuove prove dimostrano che potrebbe essere la versione dei cetacei delle piume di pavone e che la sua lunghezza dimostra che il narvalo ha gli attributi giusti.

Infatti, nello studio “Mating ecology of beluga (Delphinapterus leucas) and narwhal (Monodon monoceros) as estimated by reproductive tract metrics”, pubblicato da Marine Mammal Science, un team di ricercatori canadesi spiega che i narvali (Monodon monoceros) e i beluga  (Delphinapterus leucas)  sono specie importanti per gli ecosistemi artici, anche per la caccia di sussistenza praticata dagli Inuit, eppure si sa ancora poco sulla loro ecologia ed accoppiamento.  Il team delle università del Manitoba e di Windsor, e del Freshwater Institute del Department of Fisheries and Oceans Canada spiega che le «Metriche del tratto riproduttivo variano tra le specie in relazione alla strategia di accoppiamento e sono state  utilizzate per inferire sull’ecologia dell’accoppiamento ecologia». Tra il 1997 e il 200 nell’Artico canadese sono stati raccolti tratti riproduttivi in  5 stock di  beluga e in 2 stock di narvali due titoli narvalo e sono sti misurati sia per i maschi che per le femmine, e poi si è proceduto a valutare la massa relativa dei testicoli per i maschi e la lunghezza della zanna dei narvali maschi. «Abbiamo valutato variazione relativa alle specie, le dimensioni del corpo, la maturità dello stock e la stagione – scrivono  i ricercatori – Una variazione significativa è stata trovata nella massa dei testicoli durante un mese nello stock dei  beluga, nessuna differenza significativa tra stock e data di raccolto per il narvalo. I beluga avevano testicli significativamente più grandi rispetto alle dimensioni del corpo del narvalo, suggerendo che sono più promiscui dei narvali». Quindi i “canarini del mare” sono più sessualmente vivaci, mentre gli “unicorni marini” sono più fedeli e meno libertini, ma la vera sorpresa è venuta dopo: «E’ stata trovata una relazione significativa tra la lunghezza zanna di narvalo e la n massa dei testicoli – dice il team guidato da  Trish C. Kelley dell’università del Manitoba e del Freshwater Institute – che indica la zanna può essere importante nella scelta del partner femminile. Non sono state riscontrate differenze significative tra la lunghezza del tratto riproduttivo del narvalo e del  beluga riproduttiva per i maschi o le femmine. I sistemi di accoppiamento suggeriti dai nostri risultati per il narvalo e il beluga indicano le due specie possono rispondere in modo diverso ai cambiamenti climatici».

In tutto sono stati analizzati  144 narvali legalmente uccisi dagli Inuit per la caccia di sussistenza e ne è venuto fuori che  la correlazione tra la dimensione della zanna del narvalo maschio e la massa dei suoi testicoli è in realtà un “segnale onesto” dello stato riproduttivo e della fertilità di un individuo: «Nei maschi più grandi, le zanne in proporzione più grandi sarebbe atte  a dissuadere con successo i maschi più piccoli dall’impegnarsi in un conflitto, o potrebbero dare  più probabilità di successo nel  concorso intra-specifico per i compagni. Coppie di narvali sono state osservate mentre  incrociavano le loro zanne e le colpivano insieme ed i maschi sono stati trovati con le punte spezzate della zanna della vicino alla base della zanna incorporata  nella loro mascella,. Oltre a combattere con i maschi, la zanna può anche servire per attirare le femmine, dato che sono state osservate femmine di narvalo in cattività che si eccitavano  alla presenza di un oggetto a forma di zanna, come un palo o un manico di scopa nella loro piscina, urtando contro l’oggetto e manovrando per posizionarcisi vicino».

Questo non toglie che la lunga zanna del narvalo non si sia evoluta soprattutto come organo sensoriale, come ha ben spiegato il recente studio “Sensory ability in the narwhal tooth organ system”,  pubblicato da The Anatomical Record, anche perché il  rapporto lunghezza zanna – dimensione dei testicoli si applica solo ai maschi maturi e non ai giovani, il che suggerisce che probabilmente svolge un ruolo fondamentale nell’accoppiamento, simile a quello delle corna nei cervi o della coda nei pavoni: segnali di status selezionati sessualmente. Se pensavate che le dimensioni non contano eccovi serviti.

Il narvalo ha però un problema: le zanne più grandi attirano i cacciatori. E’ quello che in biologia viene chiamato il Principio dell’handicap di Zahavi  e che conferma ancora di più  che i narvali utilizzano le zanne come segnali sessuali. Come spiegano ancora i ricercatori canadesi,  questo può essere un bel problema per la salvaguardia e la salute riproduttiva dei narvali: «dato che le zanne più grandi sembrano essere favorite  sia dai cacciatori che,  potenzialmente, dalle femmine di narvalo, dato che appaiono come onesti annunci della fecondità sessuale  maschile. E’ necessaria una più completa comprensione dell’importanza della zanna per le femmine per garantire che la caccia ai  maschi con  grandi zanne non perturbari l’ecologia dell’accoppiamento del narvalo».