Uno studio di tre etologhe dell'università di Pisa

Dimostrato per la prima volta il “contagio emotivo” nel cane

Il contagio emotivo non è una prerogativa di esseri umani e scimmie antropomorfe

[12 gennaio 2016]

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Lo studio “Rapid mimicry and emotional contagion in domestic dogs” pubblicato su Royal Society Open Science dagli etologi La ricerca delle etologhe Elisabetta Palagi, Velia Nicotra e Giada Cordoni, del Museo di storia naturale dell’università di Pisa, ha dimostrato per la prima volta che anche i cani provano empatia.  Le ricercatrici pisane sottolineano che «Il contagio emotivo non è quindi una prerogativa esclusiva degli esseri umani o delle scimmie antropomorfe, ma anche i cani, proprio come noi, sperimentano una reazione involontaria e automatica, nonché rapidissima (richiede meno di un secondo), alla mimica facciale dei propri  simili, tanto più se hanno di fronte un “amico”».

La ricerca delle tre etologhe italiane si basa sull’analisi del comportamento dei cani  (Canis lupus familiaris) durante il gioco e prende in considerazione sia la mimica facciale (bocca socchiusa e rilassata) sia quella corporea (inchino giocoso). I dati per lo studio sono stati raccolti nell’agosto del 2012 nel giardino pubblico “Vincenzo Florio Junior” del Parco della Favorita a Palermo. Con il permesso dei proprietari, i ricercatori hanno filmato 49 cani domestici di razza e non, 26 femmine e 23 maschi dai 3 ai 72 mesi di età. Le riprese si sono svolte dalle 6 alle 9 di sera per un totale di 50 ore di video. Dopo un raffinato lavoro di video-analisi, i ricercatori hanno finalmente avuto modo di verificare la loro ipotesi.

La Palagi conclude: «La risposta involontaria del cane alla gestualità facciale e corporea di un proprio simile esiste ed è rapida quanto quella umana ma non solo: le sessioni di gioco in cui la mimica facciale e corporea erano più frequenti erano anche quelle di maggior durata e se a giocare erano cani “amici” la mimica facciale era ancora più marcata. La capacità di leggere attraverso il corpo e la “faccia” le emozioni altrui e di rispondere in modo appropriato è alla base dell’evoluzione del comportamento prosociale e dell’altruismo, alla base cioè di quei comportamenti che vengono catalogati come empatici. Insomma, ancora una volta potremmo trovarci di fronte alla scoperta che siamo più simili ad altri animali sociali di quanto non vorremmo credere e numerosi sono i potenziali sviluppi di questo studio. In futuro speriamo di poter studiare la mimica anche nel lupo per capire quanto questo fenomeno sia frutto del processo di domesticazione o sia invece radicato nell’evoluzione della comunicazione emotiva dei carnivori sociali. Se così fosse si aprirebbero infinite linee di ricerca e di sicuro le risposte potrebbero farci scoprire molto sulla capacità di condivisione delle emozioni negli altri animali, oltre che sulle nostre».