Direttore del Parco di Porto Conte: il curriculum dell’ex presidente di Federparchi vale zero

Una vicenda che rilancia la discussione sul ruolo e la gestione dei parchi

[16 febbraio 2016]

Porto Conte

Sono uno dei concorrenti che ha partecipato alla selezione per la scelta del Direttore del Parco Regionale di Porto Conte Ho preso carta e penna per esporre pubblicamente il mio disappunto rispetto alla conclusione della prima fase della selezione per il Direttore del Parco; selezione che ha riguardato la valutazione dei titoli dei concorrenti. Nei giorni scorsi ,appena ho preso visione sul sito del parco della graduatoria della valutazione dei titoli ,che è servita per selezionare i cinque candidati che sono stati ammessi alla prova orale, ho scritto al Sindaco ed ai capigruppo del Consiglio Comunale di Alghero perché valutino con attenzione i criteri utilizzati dalla Commissione di concorso.

Credo che quello che mi è successo la dica lunga sul percorso che dovrà concludersi con la nomina del Direttore del Parco che so è già stato oggetto di recenti polemiche. Alla valutazione del mio curriculum vitae è stato dato un punteggio pari a zero. Se i Commissari mi avessero attribuito un punteggio anche minimo avrei lasciato perdere, ma zero non lo accetto. Da 15 anni ricopro il ruolo di responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna. Nella mia attività professionale, non breve, ho svolto importanti incarichi sia interni all’amministrazione regionale, sia esterni e precedenti alla stessa, ed ho gestito progetti e responsabilità molto significative.

Precedentemente all’attività presso la Regione sono stato per 11 anni Presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, per sette anni Vice Presidente e per cinque anni Presidente della Federazione Italiana dei Parchi. Per inciso i miei titoli di servizio (Dirigente responsabile del settore regionale che si occupa di aree protette), secondo il bando di concorso dovevano essere valutati la metà dei titoli di servizio in possesso di quei candidati che avevano ricoperto il ruolo di direttore di dirigente di un Parco o di un’area marina protetta Mi sembra che i titoli dovessero, come minimo, essere valutati allo stesso modo.

Nella mia attività lavorativa attuale, come responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna, coordino l’attività di ben 14 Parchi regionali, alcuni dei quali hanno dimensione dieci volte maggiori di quello di Porto Conte. Il Servizio che dirigo da 15 anni sovrintende anche alla gestione di 16 Riserve naturali oltre che di 158 Siti di Rete Natura 2000. Oltre ai parchi ed ai siti di rete natura 2000 il mio ruolo riguarda anche la gestione della politica forestale della Regione. Nonostante questi titoli e questo curriculum sono stato escluso dalla prova orale e, lo ripeto, il mio curriculum è stato considerato privo di valore e quindi meritevole di punteggio.

Debbo confessare che , prima di fare domanda per il concorso, dopo avere preso visione del “regolamento per l’organizzazione degli uffici e dei servizi e per l’assunzione del personale dell’Azienda speciale “, il quale contiene anche le modalità della prova del concorso in esame (regolamento che è stato approvato stranamente lo stesso giorno in cui è stato bandito il concorso in questione ed a distanza di ben 17 anni dalla nascita del Parco), ho capito che sarebbe stato per me altamente improbabile vincerlo. Sono troppo esperto per non capire certe cose. Non pensavo assolutamente di vincere la selezione ma non credevo di vedere disconosciute così palesemente la mia professionalità e la mia esperienza lavorativa. Mi sono sentito mortificato.

Stiano però tranquilli i tre componenti la Commissione di Concorso ed i cinque candidati ammessi alla prova finale perché non ho alcuna intenzione di fare ricorso al TAR rispetto ai risultati della valutazione dei titoli. Non ho ne tempo da perdere ne voglio farne perdere alla giustizia amministrativa, ne ho denaro da buttare. Voglio però denunciare una gestione fin qui troppo opaca del concorso; una vicenda che è cominciata dopo la conclusione del mandato del precedente Direttore. Vicenda che spero si concluderà meglio di come è iniziata. Confesso tuttavia che non posso non nutrire qualche dubbio.

Vi chiederete a questo punto cosa c’entri un Dirigente della regione Emilia-Romagna con il Parco di Porto Conte e con Alghero. Rispondo dicendo che amo la Sardegna per mille ragioni e mi sarebbe piaciuto conclude la mia carriera professionale con un incarico di direzione operativa in un Parco. Anche per ravvivare la mia attività lavorativa e tornare a svolgere un incarico molto operativo come ho svolto nella prima fase della mia esperienza professionale. Il vostro è un Parco di cui penso andiate sicuramente orgogliosi e in cui riponete molte aspettative, anche perché per la sua gestione la vostra Regione ed il Comune investono risorse pubbliche molto significative.

Sicuramente molto maggiori (circa cinque volte di più di quanto costa un parco della regione Emilia-Romagna di dimensione analoga a quello di Porto Conte) di quelle che investono altri comuni interessati da aree protette regionali ,tanto che, anziché attraverso un Ente regionale avete optato per gestirlo attraverso un Azienda speciale del Comune. Dal bando che il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale ha emanato per la scelta del Direttore si capisce che è stata privilegiata una figura dalle competenze prettamente tecnico-scientifiche. Non che il Direttore di un Parco non debba avere queste caratteristiche, ci mancherebbe, ma vi assicuro che un Direttore di parco deve possedere anche spiccate doti di managerialità, di capacità di promozione e di confronto con le istanze dei suoi abitanti e degli operatori economici dell’area.

Se invece ritenete che il Parco debba essere esclusivamente uno strumento di conservazione della natura, come si evince dal bando per la scelta del Direttore e dall’attività svolta fino ad ora dall’Ente di gestione, consiglio al Comune di ripensarlo nella sua organizzazione e nella sua forma di gestione. Infatti, a mio modesto parere, se volete un Parco-Riserva potreste sicuramente risparmiare risorse economiche importanti, semplificando i procedimenti autorizzativi e gli strumenti di pianificazione, snellendo al contempo la stessa struttura dedicata alla sua attività gestionale. E visto che il Parco agisce da sempre in stretta “simbiosi” con l’Università di Sassari potreste addirittura affidare alla stessa il compito di sovrintendere alla sua gestione tecnico-scientifica, risparmiandovi i costi del Direttore, quelli di buona parte del personale ed anche, non per ultime, le polemiche politiche che ne caratterizzano da un po’ di tempo la gestione.

Enzo Valbonesi