Diritti degli animali contro ricerca? Le scimmiette della Colombia e il vaccino contro la malaria

[22 luglio 2014]

Nella foresta tropicale della Colombia si sta consumando un durissimo scontro tra una protagonista (ambientalista) della ricerca, Angela Maldonado  e un medico, Manuel Elkin Patarroyo, che utilizza scimmie selvatiche per le sue ricerche per un vaccino contro la malaria. Una recente sentenza del Consejo de Estado, la più alta Corte della Colombia, che vieta la pratica di Patarroyo,è stata vista come una vittoria di chi vuole limitare l’utilizzo delle scimmie nella ricerca scientifica. Ma i due schieramenti in Colombia non si risparmiano colpi bassi, con accuse reciproche di nazismo.

La storia, raccontata su Yale Environment 360, da Khris Kraul vede protagonisti la Maldonado, una primatologa che attualmente studia gli uistiti pigmei (Callithrix pygmaea) arrampicata su una piattaforma a più di 30 metri nelle fronde degli alberi nella Riserva Naturale Tanimboca, a 10 km a nord di Leticia, la principale città portuale colombiana sul Rio delle Amazzoni, e Patarroyo che cattura aoto di Spix o aoto vocifero (Aotus vociferans), che i colombiani chiamano mico nocturno gritón e gli anglosassoni owl  monkey, perché dice che queste scimmiette notturne sono indispensabili per per sviluppare un vaccino contro la malaria, che potrebbe debellare una piaga globale che nel 2012 ha fatto ammalare 207 milioni di persone e ne ha uccise  627.000.

La Maldonado, che ha fatto della difesa dei diritti delle scimmie selvatiche la sua vita e che nel 2010 ha vinto il prestigioso premio Whitley Fund for Nature, difende strenuamente le 36 specie di primati della Colombia, metà delle quali, tra cui l’uistitì pigmeo, sono in pericolo a causa dei trafficanti che alimentano il mercato degli animali da compagnia. Invece, l’aoto di Spix   in Colombia è strettamente legato alla battaglia legale tra la Maldonado e Patarroyo, un caso che ha suscitato un acceso dibattito tra i ricercatori medici, i primatologi, e gli ambientalisti in un momento in cui l’opposizione all’utilizzo delle scimmie negli esperimenti di laboratorio è in aumento. Negli ultimi anni l’Unione europea si è mossa per vietare del tutto l’utilizzo delle grandi scimmie negli esperimenti di laboratorio  e per  limitare l’uso dei primati inferiori – ricorda Kraul – L’ Institute of Medicine,  la branca medica dell’ US National Academy of Sciences, ha detto in un rapporto 2011 che l’utilizzo degli  scimpanzé negli esperimenti per i vaccini »E’ in gran parte inutile grazie all’emergente tecnologia cellulare e ad  altri modelli di ricerca animale».

Nella causa che ha vinto, tra le altre cose,  la Maldonado ha accusato Patarroyo di aver superato di gran lunga il numero di scimmie gli era stato consentito di catturare,di aver acquistato scimmie importate illegalmente, di trattamento disumano dei primati e di averli rilasciati in natura con modalità che violano linee guida stabilite dall’ International Primatological Society.  La Maldonado e gli altri primatologi non si oppongono però all’uso di primati nella ricerca, ma credono solo che nei laboratori dovrebbero essere utilizzati solo quelli allevati in cattività, in modo da minimizzare l’impatto delle catture sull’ecologia della foresta pluviale.  Anche se altri ricercatori in Colombia e altrove catturano scimmie per avviare “criaderos”, o colonie di scimmie in cattività, la Maldonado ha detto di non conoscere nessun altro scienziato oltre a Patarroyo che utilizza animali prelevati direttamente in natura. Ma la ricerca di Patarroyo di un vaccino contro la malaria ha avuto con un certo successo negli anni ‘80, quando un vaccino di prova, basato sul peptide sintetico SPf66 ha dimostrato di avere effetto, ma le successive fasi di sperimentazione lo hanno ritenuto inefficace ed ora è ora nella lista “inattivo” dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Patarroyo  paga alle comunità indigene fino a 40 dollari per una scimmia notturna, una cifra enorme per la Colombia che ha portato ai cacciatori indigeni ad abbattere ben 225 metri quadrati di foresta per isolare ogni scimmia prima di catturarla. Inoltre gli aoto di Spix  sono dispersori di semi e la loro rarefazione ha un forte impatto sull’ambiente.  Patarroyo aveva autorizzazioni governative per l’utilizzo di 800 animali catturati all’anno, ma secondo la Maldonado ne  ha acquistato in media  2.000 all’anno nel 2007 e nel 2008 e diversi esemplari presenti nel laboratorio di Patarroyo erano stati illegalmente importati dal Brasile e Perù. Il Consejo de Estado si è schierato con la Maldonado e nel novembre 2013 ha revocato il permesso a  Patarroyo di utilizzare nel suo laboratorio a Leticia Aotus vociferans catturati. La Fundación Instituto de Inmunología de Colombia (Fidic) ha fatto appello contro la sentenza dicendo che il solo utilizzo di scimmie allevate in cattività condannerebbe «La ricerca più importante mai condotta in Colombia» perché ci vorrebbe troppo tempo per allevare abbastanza  scimmie in cattività. Patarroyo, che nel 1994 ha vinto il premio principe delle Asturie per la scienza, ha detto che la sentenza ha fermato la sua trentennale ricerca di un vaccino “altamente efficace” per la malaria proprio mentre stava sul punto di scoprirlo.

Intanto una comunità indigena dell’Amazzonia, che ora può catturare le scimmie solo per scopi alimentari, ha dichiarato la Maldonado persona non grata per avergli causato un danno economico e il villaggio La Libertad ha messo uno striscione di 20 metri sulle rive del Rio delle Amazzoni nel quale la primatologa viene paragonata a Hitler. La procura ha offerto alla Maldonado una scorta, ma la ricercatrice ha rifiutato dicendo che «Le persone che mi  diffamano stanno sprecando il loro tempo perché non è importante quello che pensano. Sappiamo di avere la legge e l’etica dalla nostra parte».

La Maldonado, una ex cassiera di supermercato, si è laureata nel 2003 con una tesi sul campo nel Parco Nazionale di Amacayucu, vicino a Leticia, messo in pericolo da un notevole traffico illegale di primati e dove operano i guerriglieri delle Farc. E’ li che ha scoperto che le comunità indigene trafficavano in uistiti ed altri piccoli primati e che c’erano cacciatori che catturavano anche 200 Aotus vociferans  all’anno, molti dei quali catturati in Perù e portati clandestinamente in Colombia per venderli alla Fidic. Dopo aver denunciato inutilmente la cosa al ministero dell’ambiente della Colombia, la Maldonado ha deciso di condurre in proprio un’indagine sul traffico di scimmie notturne utilizzate da Patarroyo, una ricerca che ha costituito la base della sua tesi di dottorato e che gli ha fatto vincere il Whitley Nature Award nel 2010. «Mi è stato detto: non sono affari tuoi, non ci andare, è pericoloso – ricorda Maldonado, che ora dirige l’associazione ambientalista Entropika – Ma io sono un’ambientalista dei primati che vive nella stessa città dove ogni settimana vengono vendute le scimmie e dovrei non  fare nulla solo perché ho ​​paura?». Così la ricercatrice nel 2011 ha denunciato la Fidc  e due anni dopo l’alta corte colombiana ha accolto la maggior parte delle sue denunce e ha anche accusato le agenzie locali e nazionali di scarsa sorveglianza sulle attività della Fidic.

Per la Colombia si tratta di una svolta nel rapporto tra cittadini, grandi organizzazioni e sistema giudiziario, ma Kraul fa notare che «Il caso Maldonado vs Fidic è solo una schermaglia nella battaglia globale sull’uso dei primati nella ricerca biomedica . Mentre l’Unione europea nel 2010 ha vietato completamente l’uso delle grandi scimmie antropomorfe, come gorilla, scimpanzé e oranghi, le restrizioni hanno portato allo spostamento di alcune attività di ricerca europee negli Usa, dove le regole che disciplinano l’uso di primati nei laboratori sono più blande».

Nel suo meeting di maggio in Messico, l’animals committee della Convention on International Trade in Endangered Species, (Cites) ha espresso preoccupazione per il commercio di scimmie e macachi in Laos, Cambogia e Vietnam e Sian Evans, un professore di zoologia della Florida International University di Miami ha detto  che «17.000 scimmie – circa 10.000 macachi – sono state importate negli Usa  lo scorso anno e i primatologi temono che molti vengano catturati nel Sudest asiatico e non allevati in cattività come i commercianti sostengono»

Sarah Kite, portavoce della British Union for the Abolition of Vivisection, uno dei gruppi animalisti che preme sulla Cites perché blocchi il commercio di macachi, dice che il suo gruppo, a differenza della Maldonado, si oppone a qualsiasi uso di primati negli esperimenti di laboratorio per motivi morali e scientifiche perché «Sono senzienti, la capacità di essere consapevole e di sentire non si limita agli esseri umani. Imprigionando i primati nelle gabbie nei laboratori, privandoli di molti dei loro comportamenti naturali e sottoponendoli ad ambienti stressanti e ad interventi dolorosi  provoca notevole sofferenza».