L’organizzazione americana Elephant Action League lancia la campagna

Distruggiamo l’avorio confiscato in Italia

[15 gennaio 2014]

L’Elephant Action League (EAL) ha lanciato la campagna ITALIA CRUSH IVORY e chiede al governo italiano di comunicare ufficialmente la quantità di avorio illegale confiscato negli anni, attualmente custodito dal Corpo Forestale dello Stato, e di distruggerlo durante una cerimonia pubblica. EAL incoraggia gli altri paesi europei a fare lo stesso.

L’Italia, come molti altri paesi in Europa e nel mondo, nel corso degli anni ha accumulato avorio illegale sequestrato a individui che cercavano di contrabbandarlo o lo detenevano illegalmente.

Le autorità italiane hanno confiscato avorio anche presso negozi e gallerie d’arte. Il caso più recente e importante è stato nel mese di ottobre 2012, quando il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato manufatti religiosi del valore di 150.000 euro in una delle più famose gallerie vicino a Città del Vaticano. Nel novembre 2012 c’e’ stato un altro sequestro di materiale religioso in avorio in Abruzzo e a Roma.

Il 6 gennaio 2014, la Cina ha distrutto 6,1 tonnellate d’avorio confiscato, incluse centinaia di sculture e oggetti d’arte, pochi mesi dopo la distruzione di avorio a Denver, negli Stati Uniti, nel novembre 2013, voluta dal governo americano. Queste cerimonie altamente simboliche sono state precedute da eventi simili nelle Filippine (giugno 2013), in Gabon (giugno 2012) e in Kenya (luglio 2011).

«La distruzione dell’avorio confiscato dà un messaggio forte ai consumatori di avorio, ai trafficanti e ai governi che l’unico modo per salvare l’elefante dall’estinzione è quello di vietare il commercio di avorio per sempre e di rifiutare di dargli un valore» ha commentato il direttore e co-fondatore di EAL l’italiano Andrea Crosta.

«Distruggere l’avorio confiscato vuol dire anche riconoscere il fatto che l’avorio, essendo il prodotto di attività illecite e criminali, a volte anche legate a gruppi terroristici, deve essere distrutto, come nel caso di altre merci illecite come gli stupefacenti. Nel caso dell’avorio, dietro al suo commercio vi è anche un importante e diffuso costo umano, con centinaia di persone che muoiono ogni anno cercando di proteggere o di uccidere un elefante, con orfani e vedove abbandonati, e gruppi terroristici che usano l’avorio per finanziare le loro attività. E’ un obbligo morale distruggere l’avorio sequestrato», ha aggiunto Andrea Crosta.

Oltre 35.000 elefanti vengono uccisi ogni anno in Africa per l’avorio. In molti paesi africani gli elefanti sono ormai estinti o ridotti a qualche migliaio di individui. Decine di tonnellate di avorio illegale continuano a entrare in Cina ogni anno e vengono riciclate nel mercato domestico legale. Questo mercato interno, perfettamente legale, è il fattore più importante dietro al massacro degli elefanti.

L’Elephant Action League (EAL) è un’organizzazione con sede in California ma diretta da italiani. La sua missione è combattere lo sfruttamento dell’elefante e i crimini contro la fauna selvatica. EAL supporta diversi progetti anti-bracconaggio e anti-traffico di specie a rischio di estinzione nelle più importanti aree protette dell’Africa orientale e centrale. Tra gli altri progetti, a Ruaha National Park in Tanzania EAL finanzia attività anti-bracconaggio in collaborazione con PAMS Foundation e i rangers dei parchi nazionali (TANAPA). In Gabon e Guinea EAL sostiene le attività anti-traffico della ONG LAGA/EAGLE Network.

EAL, con la sua indagine sul gruppo terroristico somalo al-Shabaab, è stata la prima organizzazione al mondo a trovare prove concrete sul legame tra terrorismo e il commercio di avorio (http://elephantleague.org/project/africas-white-gold-of-jihad-al-shabaab-and-conflict-ivory/), un importante esempio di Costo Umano dietro al massacro degli elefanti e al traffico d’avorio.