Dolphin connection Giappone-Russia: i delfini catturati a Taiji finiscono nei delfinari russi

Il commercio dei tursiopi catturati nella baia giapponese nota per il massacro dei cetacei

[15 febbraio 2016]

Delfini russia-giappone 1

I delfini sono tra le creature che affascinano di più gli esseri umani, ci colpiscono per la loro intelligenza, per la loro organizzazione sociale, per la loro capacità di interagire con gli oggetti e con noi. Quasi tutti vogliono vedere “giocare” i delfini, ma questo provoca troppo spesso enormi sofferenze a questi cetacei, visto che per molti l’unica occasione per ammirarli è andare ad  uno spettacolo di delfini, in un delfinario o in un acquario di un parco per divertimenti. Ma la musica allegra, il “sorriso” dei delfini, la loro destrezza, sono una terribile illusione che dietro ha spesso (anche se non sempre) una storia di catture e morti. Come nel caso di troppi spettacoli dei delfinari russi.

Il 27 gennaio, l’ufficio della regione di Mosca e Tula del Servizio federale di vigilanza veterinaria e fitosanitario annunciava l’arrivo dal Giappone all’aeroporto di Mosca ‘Vnukovo’ dal Giappone  di un aereo cargo IL-76 con a bordo 14 tursiopi e due globicefali destinati al Centro di Oceanografia e di biologia marina “Moskvarium” all’interno dell’ Exhibition Center VDNKh.

Circa 10 ore prima che queste informazioni fossero rese pubbliche, SaveDolphins.net aveva ricevuto su Instagram un messaggio da uno dei dipendenti del  Moskvarium m nel quale si leggeva: «Sono le 2 del mattino e in questo momento da qualche parte a Vnukovo vengono scaricati 15 delfini che sono volati dal Giappone. Questi delfini intratterranno i visitatori dello swimming center e molto presto la gente potrà i nuotare con loro. Spero davvero che arriveranno in un paio d’ore e che stamattina li scaricheremo, li porteremo in ascensore fino al centro che si trova al piano superiore nel Moskvarium. E quando avrò finito di lavorare me ne andrò a casa a dormire un po’ e tornerò a lavorare nel pomeriggio».

Secondo SaveDolphins «Il post solleva una domanda inquietante: “Che cosa è successo al 15° delfino”?» Infatti, secondo i funzionari russi, nell’acquario sono arrivati solo 14 delfini, «Quindi, o il dipendente ha citato  erroneamente il numero ufficiale o in un delfino è morto durante il trasporto». L’atra cosa che desta sospetti è che il post su Instagram è stato rimosso poco dopo.

Secondo SaveDolphins «non si tratta del primo trasferimento di tursiopi da Taiji»  Taiji è la  baia giapponese diventata famosa per il massacro di cetacei che vi si d svolge ogni anno e che è stato reso noto al mondo dal documentario premio oscar “The Cove”, una strage contro la quale si battono associazioni come Sea Shepherd e che serve anche a rifornire i delfinari giapponese si e, a quanto pare, russi.

La Dolphin connection Giappone-Russia venne a galla nel febbraio 2013, quando uno dei proprietari di Moskvarium, Dio Nisanov, disse in un’intervista a Forbes Magazine: «Abbiamo un accordo con esperti provenienti da Giappone, che già addestrano 17 dei loro delfini».

Il 5 agosto 2015, quando è stato inaugurato, nel Moskvarium si esibivano 8 tursiopi che, secondo la stampa russa, erano tutti provenienti dai branchi catturati a  Taiji.

Dato che la legge russa vieta la cattura di tursiopi, che sono una specie protetta,  l’unico modo legale per ottenerli è quello di acquistarli in Giappone. SaveDolphins sottolinea che «Non molte persone in Russia sono a conoscenza della connessione cattività-Taiji, e la maggior parte non crederebbe i delfini che vedono nello show facevano parte degli stessi branchi che vengono catturati brutalmente nelle caccie ai delfini, molti dei quali finiscono macellati. Infatti, diversi delfinari e oceanarium in Russia utilizzano questa mancanza di conoscenza e consapevolezza per ottenere il sostegno dell’opinione pubblica, sostenendo che gli animali sono “delfini salvati dai pescatori giapponesi”»

Il Moskvarium è solo uno dei delfinari e centri di diverstimento russi che comprano  i delfini da Taiji. Un altro è il Sochi dolphinarium Riviera, che prima si chiamava Primary Oceanarium, poi ci sono 4  delfinari della catena ucraina Nemo che operano in Russia.

«La soluzione? – dicono SaveDolphins – Non comprare un biglietto per un Dolphin Show. La domanda si autoalimenta. Se non ci s fosse nessuna richiesta di delfini in cattività, non ci sarebbe bisogno di rifornirla. Con una corretta educazione e sensibilizzazione, i delfinari possono diventare un esperimento fallito nella storia. Basta dire NO allo show con i delfini».