Un dopo disastri poco rassicurante e non solo per i parchi

[22 ottobre 2014]

Non solo in Toscana come hanno giustamente ribadito il presidente Enrico Rossi (Nella foto) e l’assessore all’ambiente Annarita Bramerini per fronteggiare i disastri ambientali serve un impegno istituzionale straordinario a partire dai soggetti maggiormente coinvolti dalle autorità di bacino ai parchi fino ai consorzi di bonifica oltre ovviamente i comuni e quel che resta delle province.

Che si scoprano ancora una volta ritardi ingiustificabili purtroppo non è più una novità anche quando non c’entrano né l’insufficenza delle risorse o i ritardi dell’avvio dei lavori ma solo ‘politici’. Mi ha colpito, ad esempio, che nell’incontro della Bramerini all’Arcipelago Toscano per concordare il da farsi dopo i vari danni il presidente del Parco nazionale Sammuri abbia dovuto per l’ennesima volta far presente che il parco è da un anno senza Consiglio e che quindi non potrà fare molto.

Un anno non è bastato insomma al ministero a designare i rappresentanti istituzionali come del resto è avvenuto in diversi altri  parchi nazionali. Insomma non mancano solo in troppe situazioni i piani del parco (che all’Arcipelago c’è) ma pure i consigli o il direttore. Eppure ci avevano detto e ripetuto con grande disinvoltura che per far funzionare le cose bisognava cambiare la legge 394 che ovviamente non c’entra un tubo con queste manfrine politiche. E per non smentirsi proprio in questi giorni si è tornati con sconcertanti ‘sortite’ dei senatori della commissione ambiente ad andare in giro a discutere con i più svariati soggetti confusamente assortiti -ma non quelli determinanti come le regioni, l’Anci, l’UPI- della nuova e pessima legge che sui guai dei parchi ci metterebbe  un carico. Ho visto che ne discuterà di nuovo anche Federparchi che avrebbe fatto meglio anziché perdersi in emendamenti sbrindellati a non farsi mettere in un angolo dal ministero o in consultazioni anche parlamentari molto importanti.

Ma qui più che i parchi  sono le forze politiche e i gruppi parlamentari e il governo con le rappresentanze istituzionali che devono dare prova di responsabilità. Se come dice Renzi qualcuno deve chiedere perdono per i nostri guai anche ambientali non sono certo solo le regioni.