Dopo le denunce di Legambiente, a Mola primi interventi del Parco sull’area umida

Il Cigno Verde: finalmente il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano interviene e chiarisce divieti, vincoli e progetti

[28 agosto 2018]

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha annunciato che «Procedono gli interventi di riqualificazione presso l’area umida di Mola. Nei giorni scorsi sono stati posizionati dall’Ente Parco i nuovi cartelli informativi e sono stati realizzati i lavori di pulizia e di sfalcio delle passerelle di collegamento.  La prossima settimana saranno sistemate le nuove recinzioni in plastica riciclata sul lato di Porto Azzurro: l’accesso più esposto ad abbandono di rifiuti e comportamenti  non consentiti. La cartellonistica ricorda le norme di comportamento vigenti da tempo ai sensi del Piano del Parco: la zona infatti è inclusa  nella Zona B del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, é Zona speciale di conservazione (Zsc) e  Zona di protezione speciale (Zps) ai sensi delle direttive comunitarie, l’unica di rilievo sul territorio elbano».

In un comunicato il Parco sottolinea che «Si tratta di un primo intervento di miglioramento dell’area che sarà oggetto di costanti controlli e monitoraggi.  Per questa stessa area, come già annunciato e dettagliato  nella conferenza stampa di fine marzo 2018,  è in corso l’iter amministrativo per acquisire le autorizzazioni necessarie per la realizzazione  del progetto  complessivo di  riqualificazione  che prevede il recupero dell’immobile di proprietà del Parco, per arrivare ad una risistemazione dell’area umida attraverso il ripristino dell’habitat naturale di un tempo. Il cantiere aprirà in autunno».

Non nasconde certo la sua soddisfazione Legambiente Arcipelago Toscano: «Dopo anni di continue sollecitazioni – ultima e di pochi giorni fa  la denuncia pubblica del componente del Direttivo del Parco Nazionale per le Associazioni ambientaliste Umberto Mazzantini – azioni di pulizia e denunce di Legambiente e Goletta Verde, finalmente nella zona umida di Mola il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano sembra abbandonare gli interventi a spot e avviare un’opera di tabellazione, posizionamento di barriere e cartellonistica chiara con i divieti che Legambiente Arcipelago Toscano chiedeva da tempo insieme a molti cittadini appassionati come Giancarlo Diversi. Si tratta di un primo significativo passo che fa ben sperare e che dimostra che quanto discusso nel recente Direttivo del Parco Nazionale, sulla base della relazione e delle proposte del nuovo Direttore Maurizio Burlando, è stato prontamente messo in atto».

Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana, conclude: «Ora bisognerà assicurare che i divieti finalmente sanciti con la cartellonistica vengano fatti rispettare e i trasgressori sanzionati. Conforta anche la disponibilità del Comune di Capoliveri ad avviare una vera opera di rinascita e valorizzazione della zona umida rimuovendo ciò che deturpa Mola a mare e a terra. Bisognerà mettere anche in piedi un sistema di costante vigilanza e di manutenzione minuta e noi abbiamo proposto al Parco iniziative di volontariato e l’utilizzo dei detenuti della casa di reclusione di Porto Azzurro che “adottino” e mantengano l’area. Inoltre, bisognerà risolvere l’ormai annoso inquinamento dei fossi trovato da Goletta Verde e per il quale Legambiente Nazionale ha presentato un esposto alle autorità competenti».