Doppio successo per le Guardie del parco contro il bracconaggio

[10 dicembre 2013]

Prosegue l’attività di contrasto all’illegalità e, in particolare, al bracconaggio da parte delle Guardie del Parco. Infatti, sabato scorso  altre due importanti operazioni sono state portate a termine.

La prima è stata eseguita nel territorio della Marsica, precisamente in località S. Antonio nel Comune di Collelongo, ricadente nella Zona  di Protezione Esterna del Parco nonché  ricompressa all’interno del SIC (Sito di Interesse Comunitario IT 7110205), dove le Guardie del Parco, dopo aver bloccato un fuoristrada, hanno proceduto  alla identificazione degli occupanti ed alla perquisizione dell’automezzo. All’interno del fuoristrada si trovavano quatto persone, precisamente i signori R.  F. di Luco dei  Marsi, G.A. di Trasacco, nonché due allevatori (padre e figlio) originari del frusinate ma residenti a Trasacco.

All’interno del fuoristrada sono stati trovati quattro fucili da caccia, risultati essere di proprietà dei signori G.A. e R.F., i quali hanno dichiarato di essere a caccia alla  lepre. In realtà, dalla perquisizione effettuata gli stessi sono risultati in possesso di ben 7 cartucce a palla unica (non denunciate), che vengono solitamente utilizzate per l’abbattimento di fauna di grossa taglia. Le Guardie del Parco, pertanto, hanno proceduto al  sequestro di dette munizioni. Inoltre, è stata presentata denuncia dei fatti all’Autorità Giudiziaria.

La secondo operazione si è svolta, invece, nel versante laziale del Parco, precisamente in località “Valletrotta” di Vallerotonda, ricadente  anch’essa nella Zona di Protezione Esterna del Parco. In questo caso, le Guardie del Parco, hanno individuato e sorpreso due persone, i signori  E. P. e M. V. di San Vittore che si sono allontanati rapidamente, e quindi, a pochi metri di distanza dal punto in cui si trovavano gli stessi,  hanno rinvenuto la carcassa freschissima di un cervo con evidenti fori causati da colpi di arma da fuoco.

Dopo appostamenti durati diverse ore, i due individui, convinti di poter agire indisturbati, sono tornati sul posto, evidentemente, per recuperare il cervo, ma sono stati  bloccati dalle Guardie del Parco.

L’operazione si è conclusa in piena notte, e le Guardie del Parco, su precisa disposizione della Procura della Repubblica di Cassino  competente per territorio,  hanno proceduto al sequestro dei mezzi di caccia del signor E.P., eseguito presso l’abitazione dello stesso, dove sono stati trovati  ben nove fucili, peraltro denunciati.

Le Guardie, quindi, hanno proceduto  al sequestro giudiziario della carcassa del cervo che sarà trasportata presso  il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana di Grosseto per gli accertamenti del caso.

di Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise