Da dove arrivano le meduse “mostro” viola spiaggiate in Australia?

[28 maggio 2014]

Le misteriose e grosse meduse viola che si sono arenate in Australia negli ultimi giorni potrebbero aver nuotato in questi ultimi secoli nelle acque che circondano l’isola-continente senza che nessuno le abbia mai viste? Dopo che una di queste creature, precedentemente sconosciute in Australia –  e probabilmente alla scienza – si è spiaggiata su una costa del Queensland la scorsa settimana, Lisa-Ann Gershwin  l’ormai notissima esperta di meduse della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation(Csiro), ha ricevuto una serie di segnalazioni di  avvistamenti che risalgono fino al 2008.

La medusa ha tentacoli lunghi un metro e un grande ombrello viola, e la Gershwin, dopo aver analizzato l’esemplare spiaggiatosi a  Coolum beach, nella Sunshine Coast del Queensland il 21 maggio, dice di non aver mai visto niente di simile.

Alcune caratteristiche, come i tentacoli ricoperti di migliaia di apparati boccali per nutrirsi di plancton, secondo la Gershwin potrebbero determinare l’appartenenza al genere Thysanostoma  della medusa “mostro” viola, come la chiamano ormai gli australiani, ma le meduse di questo genere conosciute in Australia sono minuscole e beige, mentre questo, dice la scienziata della Csiro, «E’ enorme. Ed è in technicolor , di un vivido viola».

La Gershwin ha spiegato che ci sono alcune segnalazioni,  in tedesco e risalenti al XIX secolo,  di  grandi esemplari dalle stesse genere, ma trovati nel  Mar Rosso e intorno alle Filippine, ma in quanto ha finora potuto tradurre di quei vecchi rapporti scientifici  non viene mai menzionato il fatto che le creature trovate siano viola, per questo la ricercatrice australiana sospetta che quella trovata a  Coolum beach  sia una nuova specie ed aggiunge: «Dove c’è una medusa, ce ne devono essere di più. Non sarebbe spettacolare? Potete immaginare qualcosa di più sorprendente di un branco di meduse technicolor viola con lunghi tentacoli orali?»

In realtà si è scoperto che dal 2008 sono stati visti spiaggiati 10 esemplari della “nuova” medusa “mostro” nel Queensland e nel New South Wales, con  4 avvistamenti corredati da foto. Meduse “mostro”viola sono state avvistate a Tangalooma e Scarborough Harbour vicino a Brisbane e ad Elizabeth Bay, Port Macquarie e Ballina nel New South Wales. «Chiaramente erano in giro – ha detto la Gershwin – ma non cambia la possibilità che potrebbero  essere nuove per l’Australia, o forse nuove per la scienza. Tuttavia, le meduse viola avvistate nel New South Wales hanno tentacoli più corti e più sottili rispetto a quelle viste  nel Queensland. Non mi stupirei – per quanto bizzarro possa sembrare – se potessimo essere di fronte a due diverse forme di meduse, entrambe  viola ed entrambe che sono state  trascurate. E’ probabile che, a causa dei suoi lunghi tentacoli, la medusa trovata a Coolum appartenga  alla famiglia Thysanostoma».

E  la Gershwin aggiunge che ora la grande domanda è: «Sono meduse  locali che stavano tutte nelle acque australiane, o stanno appena iniziando a trasferirsi da altrove? Se sono in movimento, o stanno aumentando di numero, potrebbe essere un segno che l’ambiente marino sta cambiando». La cosa è molto importante  perché i cambiamenti nell’attività delle meduse sono un notevole indicatore dello stato dell’ambiente, con le fioriture di questi celenterati che sono spesso causate dai reflui di origine agricola e/o dal global warming e dalla pesca eccessiva, le  Gershwin spiega: «Sono come il canarino nella miniera di carbone. Inoltre, i picchi del numero di meduse potranno peggiorare l’ambiente, incrementando la CO2 liberata dagli oceani e perché le meduse mangiano, e competono con, pesci e larve. Stiamo sicuramente assistendo ad un sacco di attività delle meduse in tutta l’Australia. Ma non sappiamo ancora se questo sia un “blip” o la nuova normalità, perché è solo da pochi anni che svolgiamo un’intensa attività sulle meduse. Ma credetemi ci stiamo impegnando a farlo».

Nei prossimi giorni forse la letteratura scientifica chiarirà se queste meduse “mostro” viola abbiano potuto raggiungere le coste orientali dell’Australia dal lontanissimo Mar Rosso, tra l’Egitto e l’Arabia Saudita, oppure dalle dal largo della Malaysia o delle Filippine, ma Gershwin sottolinea l’importanza delle segnalazioni che arrivano dai cittadini: «Credo che le persone siano convinte che sappiamo già tutto, mentre penso che il messaggio che dovremmo comunicare alla gente è la meraviglia di ciò che è là fuori e quanto ancora resta da scoprire. Per la scienza la gente può davvero fare la differenza,  essere gli occhi e le orecchie degli scienziati. La scoperta della medusa viola è una bella dimostrazione di “citizen science” in azione. E’ stato davvero grande».