I droni sconfiggono le aquile

La polizia olandese blocca i progetti anti-droni con rapaci e quelli anti-crimine con i ratti

[11 dicembre 2017]

La Politie  Nederland, la polizia olandese, ha  annunciato di aver interrotto «l’utilizzo di rapaci per intercettare i droni indesiderati» e ha spiegato che «Un anno dopo l’inizio di questo progetto, sembra che questa forma innovativa non abbia dato  il risultato desiderato, in parte perché lo sviluppo tecnico dei droni è molto veloce. La polizia, insieme ai suoi partner, segue da vicino le innovazioni per intercettare i droni indesiderati».

Inoltre Politie  Nederland ha  detto che «smette anche addestrare i ratti a scopo di ricerca. Dopo un periodo di test presso la Polizia, anche questi animali sembrano non essere sufficientemente utilizzabili per gli scopi per cui sono stati addestrati».

In un comunicato, la polizia olandese sottolinea di essere «costantemente alla ricerca di nuove possibilità che aiutino a prevenire il crimine. Per questo motivo, vari progetti innovativi sono in corso presso la polizia. Riguardanti l’innovazione, i progetti vengono anche interrotti se non raggiungono l’obiettivo desiderato. Al fine di intercettare droni indesiderati, verranno prese in considerazione alternative adeguate insieme a partner nazionali e internazionali. Ciò potrebbe includere misure fisiche e tecnologiche per intercettare i droni indesiderati».

Nel 2016, Politie Nederaland aveva deciso di schierare dei rapaci anti-droni e aveva acquistato dei pulli di aquila di mare per addestrarli mentre formava i loro stessi addestratori. Marjolein Smit-Arnold Bik, a capo dell’unità nazionale del Dienst Landelijke Operationele Samenwerking (Dlos) spiega: «Un anno dopo l’inizio dei test con i nostri uccelli rapaci abbiamo fatto il punto. Come funziona,  cosa offre, quanto costa? L’auto-addestramento, il mantenimento e il dispiegamento degli uccelli rapaci risulta essere più complesso e difficile da attuare nella pratica rispetto a quanto precedentemente previsto nel progetto. Inoltre si è rivelato più costoso».  Inoltre, le aquile anti-droni sembrano essere poco richieste e si sono rivelare un possibile rischio per la sicurezza «perché potrebbe non fare ciò per cui sono state addestrato – dice la Smit-Arnold Bik – Nelle situazioni di addestramento controllato gli uccelli rapaci hanno lavorato bene, ma cosa succede se la situazione è “reale”?» Alla fine la polizia olandese ha dovuto concludere che la cosa non era economicamente sostenibile.

Negli ultimi anni la Politie Nederaland aveva sperimentato anche l’utilizzo di investigatori più piccoli: i ratti, addestrandoli a riconoscere tra l’altro fuochi d’artificio illegali, sigarette dui contrabbando e rammenti di ossa umane. Anche il questo caso la Smit-Arnold Bik dice: «Hanno lavorato molto bene, ma nonostante gli sforzi di un team entusiasta e ben informato, l’operatività che si è potuta ottenere da questi ratti non è utilizzabile. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di chiudere anche questo progetto. Forse, se ne vedremo l’opportunità, potremmo continuarlo  in futuro, con la conoscenza e l’esperienza che abbiamo acquisito».

Le aquile di mare anti-droni erano state presentate ad eventi organizzati dalla polizia olandese a Rotterdam e Bruxelles, ma non sono ma non sono entrati in azione sul campo . Eppure nel 2016 la polizia olandese aveva Annunciato che le aquile di mare si stavano dimostrando efficaci contro i droni, anche se i test sul campo iniziati a settembre hanno iniziato a far emergere problemi. A quanto pare i rapaci sono stati sconfitti dalla rapida evoluzione tecnologica dei droni: in un solo anno un ”quadricottero” da 1.000 euro è diventato ancora più rapido e maneggevole, tanto che un’aquila non è in grado di seguire i suoi bruschi cambiamenti di direzione e di altitudine. Insomma, chiunque può imparare in poche ore a pilotare un drone, ma per addestrare un’aquila ci vogliono mesi di lavoro e alla fine il drone scappa lo stesso.

La Smit-Arnold Bik spiega ancora: « Sia a livello nazionale che internazionale guardiamo con i nostri partner per la sicurezza ad alternative per intercettare i droni indesiderati che soddisfino le richieste della polizia. La polizia innova e cerca opportunità fuori dalle strade battute. Quindi può anche risultare che un prodotto che sembra essere molto adatto alla fine non produca ciò che ci si aspettava. Ma abbiamo imparato molto. Possiamo usare bene questa conoscenza per nuovi progetti innovativi«».

Intanto la Politie Nederland rassicura: «I rapaci sono sistemati in un luogo adatto dove è garantita loro una cura buona e accurata. Anche i ratti hanno trovato un buon posto dove stare».

Una soluzione che è piaciuta molto ai falconieri e agli animalisti olandesi che temevano che il contatto con le eliche dei droni ferisse le aquile e anche che i rapaci diventassero aggressivi se non fossero riusciti a catturare le loro prede made in China.