Legambiente: ancora un gesto vigliacco da condannare. Così si peggiora la situazione degli allevatori

Due canidi impiccati a Radicofani. Rabbia per l’ennesima barbara esecuzione

Medwolf: « Questi gesti allontanano la possibilità di trovare delle soluzioni condivise»

[13 ottobre 2017]

Il progetto Life+ Medwolf esprime tutto il suo sdegno per i due canidi trovati impiccati al cartello di ingresso a Radicofani, un Comune in provincia di Siena con poco più di mille abitanti che fa parte del Paesaggio culturale Mab della Val d’Orcia, patrimonio mondiale dell’Unesco e che è stato insignito della bandiera Arancione del Touring Club per la qualità della vita.

Lo sdegno per questo insensato ed esibito atto di feroce barbarie è tanto a Medwolf  sottolineano che «Ancora una volta ci troviamo a prendere le distanze da un episodio molto grave condannando senza se e senza ma questo gesto sconsiderato e illegale. Ribadiamo per l’ennesima volta che l’unica strada percorribile è quella di lavorare tutti insieme per trovare delle soluzioni condivise. Queste azioni sono inutili e controproducenti e impediscono che certi processi, come quelli che LIFE+ Medwolf porta avanti in provincia di Grosseto, abbiano successo. Noi continueremo a lavorare per perseguire questi obiettivi, forti dei risultati che stiamo conseguendo, e rifiutiamo qualsiasi tipo di violenza».

Sulla questione interviene anche Legambiente: «Prendiamo le distanze da questa ennesima doppia esecuzione di due canidi sotto il cartello di Radicofani. Chiediamo agli allevatori di condannare, ancora una volta, questa brutale e vigliacca uccisione che può solo peggiorare la situazione, L’ennesima brutale e vigliacca esecuzione, questa volta toccata a due canidi impiccati al cartello stradale di Radicofani, rappresenta un gesto da condannare con forza, anche perché non fa altro che rendere più difficile la situazione per gli allevatori e per l’intero territorio».

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente,  conclude: «Ci teniamo a condannare con forza questa doppia e vigliacca esecuzione che serve soltanto a scaldare maggiormente gli animi. Così facendo non si aiutano gli allevatori, che rappresentano tra l’altro un presidio fondamentale per il territorio, e non si risolvono i problemi delle predazioni ma anzi si creano squilibri nei branchi, come confermano anche studi scientifici, portando a un aumento delle predazioni sugli animali domestici, più attaccabili rispetto a quelli selvatici. Ci affidiamo all’intervento delle Forze dell’ordine per intervenire fortemente sull’accaduto scoraggiando definitivamente questi gesti barbari. Come Legambiente vogliamo ricordare anche che il lupo è un animale protetto tutelato dalla direttiva Habitat, perché considerato specie a rischio di estinzione, e il conflitto con le attività zootecniche non può certo essere ridotto tramite l’abbattimento ma solo grazie alle misure di prevenzione».