È il benessere economico e non la CO2 a far aumentare la crescita globale delle foreste

Le foreste stanno espandendosi grazie all'aumento dei redditi e a un miglioramento del benessere nazionale

[15 maggio 2018]

Lo studio “Forest resources of nations in relation to human well-being”, pubblicato su PLOS One da un team di ricercatori dell’università di Helsinki e del Finnish Meteorological Institute,  smentisce l’idea che l’aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera sia la principale causa della rinnovata espansione delle foreste. Gli autori infatti dicono che nei Paesi dove la gente sta maglio gli agricoltori si concentrano su terreni di buona qualità e abbandonano terre marginali, che vengono ricolonizzate frapidamente dagli alberi. Un fenomeno ben noto in Italia.

Lo studio mette in evidenza che «Tra il 1990 e il 2015 gli stock forestali sono aumentati annualmente dell’1,31% nei Paesi ad alto reddito e dello 0,5% nelle nazioni a reddito medio, mentre sono diminuite dello 0,72% in 22 Paesi a basso reddito». Il ricchissimo sultanato petrolifero del Brunei è il solo un Paese ad alto reddito con una copertura forestale in calo.

Eppure diversi modelli climatici globali hanno attribuito l’aumento dell’estensione delle foreste  a quella che viene definita fertilizzazione da CO2 dovuta ai livelli più alti di anidride carbonica nell’atmosfera che aumenterebbero le capacità di crescita di piante e alberi. Ma secondo gli autori del nuovo studio in realtà in Europa occidentale questo processo di “ecologizzazione” è in corso dal 1800, quando la crescita dei livelli CO2 nell’atmosfera era appena iniziata.

Il principale autore dello studio, il biologo Pekka Kauppi dell’Ecosystems and environment research programme dell’Helsinki institute of sustainability science dell’università di Helsinki, ha riassunto su BBC News: «Quando le persone stanno bene, ne beneficiano le foreste. Non è solo reddito: quando una società funziona correttamente, la deforestazione sembra e scomparire automaticamente la società raggiunge una sorta di equilibrio con le foreste: una volta che un Paese ha una vita dignitosa, non impoverisce le foreste perché vuole proteggerle. Quando i mezzi di sostentamento provengono da altre fonti e non dall’agricoltura di sussistenza, le terre marginali vengono abbandonate e le persone lasciano ricrescere le foreste».

Dopo l’Europa occidentale, le foreste hanno cominciato a ri-espandersi anche in altre parti del mondo e questo soprattutto in relazione al loro livello di sviluppo e non alle loro emissioni di CO2. Nel ‘900 Europa, Stati Uniti,  Giappone e Nuova Zelanda hanno visto tutti aumentato la loro copertura forestale e negli ultimi 50 anni la stessa cosa è avvenuta anche in Cina e Cile. Tra il 1990 e il 2015, circa 13 nazioni tropicali sono passati da  Paesi in deforestazione a luoghi dove la foresta che cresce è più di quella che viene tagliata.

Un altro autore dello studio, Antti Lipponen del Finnish Meteorological fa notare che «Le osservazioni meteorologiche confermano indiscutibilmente che le temperature globali stanno aumentando insieme ai livelli di CO2 nell’atmosfera. Tuttavia, lo studio dimostra che, in oltre un secolo, i cambiamenti negli stock  forestali in tutto il mondo sono stati praticamente estranei a questi trend»

I ricercatori finlandesi  dicono che «Lo sviluppo incoraggia le economie di mercato che tendono a concentrare l’agricoltura sulle terre migliori con gli agricoltori che abbandonano terre marginali e spesso si trasferiscono nelle città. Anche una tecnologia migliore e rendimenti più elevati tendono a ridurre la necessità di disboscare per  nuovi terreni agricoli e di solito, con l’aumento del reddito, diventano disponibili altre fonti di combustibili diverse dal legno. Un altro fattore è che, man mano che i Paesi diventano più ricchi, tendono a importare più prodotti basati su risorse naturali anziché fabbricarli».

Kauppi  dice che l’India è «un esempio sorprendente» di questo fenomeno: tra il 1970 e il 2010 ha aumentato la sua copertura forestale anche se durante lo stesso periodo la popolazione indiana è raddoppiata. «Se il cibo può essere coltivato su aree più piccole nelle terre migliori, le terre marginali possono essere lasciate da parte e l’India è una delle regioni del mondo in cui l’agricoltura aveva un rendimento molto basso, ma con la rivoluzione verde e un clima eccellente per la crescita delle piante sono riusciti a nutrire la popolazione relativamente bene».

Se per la riforestazione naturale lo sviluppo economico è essenziale, gli autori dello studio sono molto preoccupati dell’Africa, dove  maggioranza dei suoi 55 Paesi continua a deforestare senza compensazioni. La deforestazione procede velocemente soprattutto in Nigeria, Brasile e Indonesia.