È il World Elephant Day, ma il bracconaggio rischia di estinguere gli elefanti entro 12 anni

[13 agosto 2013]

Oggi è  il World Elephant Day, un’iniziativa internazionale sostenuta dalla Elephant Reintroduction Foundation  e da Patricia Sims, Producer e direttore di Canazwest Pictures Inc.

La Giornata Mondiale dell’Elefante è stata pensata per riunire il mondo che lavora per salvaguardare questi pachidermi: «E’ un giorno per onorare gli elefanti, per diffondere la consapevolezza sulle  fortissime minacce che si trovano ad affrontare e per sostenere soluzioni positive che contribuiranno a garantire la loro sopravvivenza», dicono gli organizzatori.

Ma i più grandi animali terrestri potrebbero avere davanti a loro una dozzina di anni di sopravvivenza allo stato selvatico, a causa del massacro perpetrato ogni giorno dai bracconieri: in Africa ogni 15 minuti viene ucciso un elefante per alimentare l’insaziabile ed insostenibile domanda di avorio.

Dame Daphne Sheldrick  che dirige una fondazione con il suo nome in Kenya, nel Parco Nazionale di Nairobi, ha detto che «un mondo senza elefanti è difficile da comprendere, ma è una possibilità reale. Di fronte ad un fucile mitragliatore o ad un bracconiere armato di lancia, rimangono poche possibilità».

Nel 2012 in Africa, nonostante il bando della vendita di avorio,  sono stati abbattuti circa 36.000 elefanti, vittime di bande perfettamente organizzate e ben armate. Quest’anno, tra gennaio e luglio, in Kenya, sono stati uccisi 162 elefanti, su una popolazione di 35.000 esemplari.

L’allarme sale insieme alla richiesta di avorio dall’Estremo Oriente, a luglio, in solo due blitz la polizia kenyana ha sequestrato 4 tonnellate e mezzo di avorio, ad Hong Kong nello stesso periodo alla dogana sono state sequestrate più di 1.100 zanne.

Quello che si sa è che la guerra contro queste bande di bracconieri porta ad intercettare forse il 10% del traffico illegale di avorio e una delle emergenze è diventata quella di aiutare i cuccioli di elefanti  rimasti orfani.

La Sheldrick avverte che «l’epidemia bracconaggio non è solo un problema dell’Africa e dell’Estremo Oriente, dato che Londra funge da hub per il commercio illegale di specie in via di estinzione. Il che vuol dire tutto l’avorio, sia esso antico o pre-bando, nel Regno Unito o in vacanza. Non comprate avorio. L’acquisto di avorio serve solo ad alimentare un commercio che provoca sempre più morti insensate di questi splendidi animali. Non possiamo permettere che l’estinzione originata dall’uomo sia la fine di questa specie simbolo. Mi vergogno di essere un membro della razza umana, vedendo come sono stati trattati gli elefanti. Ogni elefante è un individuo, proprio come lo siamo noi, ed ognuno ha la sua personalità unica. Come noi, sono tenuti insieme dalla famiglia. Attraverso l’allevamento manuale di più di 140 elefanti orfani, so che questi esseri maestosi sono animali che amano la pace e che possono espandere un senso di compassione di là della loro stessa specie».

Nel 2012 in Africa, nonostante il bando della vendita di avorio,  sono stati abbattuti circa 36.000 elefanti, vittime di bande perfettamente organizzate e ben armate. Quest’anno, tra gennaio e luglio, in Kenya, sono stati uccisi 162 elefanti, su una popolazione di 35.000 esemplari.

L’allarme sale insieme alla richiesta di avorio dall’Estremo Oriente, a luglio, in solo due blitz la polizia kenyana ha sequestrato 4 tonnellate e mezzo di avorio, ad Hong Kong nello stesso periodo alla dogana sono state sequestrate più di 1.100 zanne.