E’ in corso la prima indagine su vasta scala sui cetacei che vivono nel Mediterraneo (VIDEO)

All’Accobams Survey Initiative partecipano anche Ispra e ministero dell’ambiente

[25 giugno 2018]

Si stima che il Mediterraneo, nonostante rappresenti appena l’1% dei mari del mondo, ospiti quasi il 10% della biodiversità marina mondiale e balene e delfini sono una componente essenziale del patrimonio naturale dei Paesi mediterranei e del Mar Nero e svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi marini.

Delle 21 specie di cetacei avvistate almeno una volta nel Mediterraneo e nel Mar Nero, 11  sono considerate regolarmente presenti e la maggior parte di loro sono classificate “in via di estinzione”, una delle categorie di rischio più alte della Lista Rossa Iucn.  Le minacce alle balene e ai delfini del Mediterraneo provengono soprattutto dall rischio di collisioni con il traffico marittimo, dalle catture accidentali nelle attrezzature da pesca, dal degrado dell’habitat, dai disturbi acustici e dall’inquinamento chimico.

Per migliorare la comprensione dello stato di conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, il Segretariato permanente dell’Accordo sulla conservazione dei cetacei nel Mar Nero, nel Mar Mediterraneo e nell’area atlantica contigua (Agreement on the Conservation of Cetaceans in the Black Sea, Mediterranean Sea and Contiguous Atlantic Area  – Accobams) ha progettando e sta portando avanti l’Accobams survey initiative (Asi), che vede il sostegno di un comitato direttivo del progetto composto da Regional Activity Center for Specially Protected Areas (Unep/Map/Spa-Rac), Iucn Center for mediterranean cooperation, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Agence française pour la biodiversità (Afb), e Pelagis IS Observatory dell’université del  La Rochelle.

Xavier Sticker, presidente di Accobams e ambasciatore della Francia per le questioni ambientali, sottolinea che «Questo progetto rappresenta uno sforzo innovativo e senza precedenti per migliorare la conservazione dei cetacei e dei loro habitat. Il programma integrato e coordinato contribuirà sia all’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per gli oceani (Sdg 14) sia agli obiettivi della biodiversità e el piano strategico Aichi della Conference on biological diversity (Cbd)».

I ricercatori di Asi spiegano che «Un importante elemento di questa iniziativa senza precedenti sarà la prima indagine sinottica dell’intero Mediterraneo che combina metodi aerei e basati sulle navi e monitoraggio acustico passivo, che si svolge tra giugno e luglio 2018. Saranno schierati 5 navi da ricerca e 8 velivoli con quasi 100 scienziati provenienti da tutta la regione. Dal 23 al 28 maggio, presso l’Aerodrome di Cuers in Francia, si è tenuto un seminario di formazione per fornire istruzioni a 40 osservatori aerei. Un altro seminario di formazione si è tenuto dal 18 al 22 giugno a Samos, in Grecia, per 20 osservatori dalle imbarcazioni. Il rafforzamento delle capacità è un componente chiave dell’Asi.

L’Accobams survey initiative ASI è sostenuta dalla Fondazione Mava, dalla Fondazione Principe Alberto II di Monaco, dall’International fund for animal welfare (Ifaw), dal ministero per la protezione dell’ambiente, del territorio e del mare italiano, dal ministero della transizione ecologica della Spagna, dall’Afb francese e dal governo del Principato di Monaco, così come da tutti i Paesi rivieraschi attraverso la mobilitazione dei loro scienziati nazionali.

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