E’ stato il caldo ad estinguere i mammut. Gli uomini hanno dato il colpo di grazia

«Con il riscaldamento globale aumentano le preoccupazioni sul futuro della fauna attuale»

[27 luglio 2015]

Mammut

I meccanismi delle  estinzioni della megaufauna nel tardo Pleistocene  suscitano forti discussioni,  con l’impatto umano o il cambiamento climatico (in particolare il freddo estremo) indicati come le principali cause, ma secondo lo studio “Abrupt warming events drove Late Pleistocene Holarctic megafaunal turnover”, pubblicato su Science da un team di ricercatori australiani e statunitensi, a provocare l’estinzione della  megafauna  durante l’ultima era glaciale non è stato il  freddo, ma i picchi di caldo interstadiali.

Lo studio del team guidato da Alan Cooper, dell’Australian Centre for Ancient DNA dell’università di Adelaide si basa sul confronto di  molti campioni di DNA di animali estintisi in quel periodo con i dati paleoclimatologici ricavati dalle carote di ghiaccio della Groenlandia. I dati evidenziano che i periodi di freddo estremo, come l’ultimo massimo glaciale, non sembrano corrispondere ad nessuna delle estinzioni di megafauna.

Le Scienze scrive che «Brevi e improvvisi eventi di riscaldamento, noti come interstadiali, che si verificarono nel corso dell’ultima era glaciale, tra 60.000 e 12.000 anni fa, hanno coinciso con uno dei maggiori eventi di estinzione della fauna del nostro pianeta, in cui scomparvero giganti come il mammut, la tigre dai denti a sciabola o il rinoceronte lanoso».

Quindi la ricerca consente di spiegare in modo più accurato l’estinzione di quasi un terzo dei grandi mammiferi avvenuta circa 11.000 anni fa, alla fine dell’ultima era glaciale.

Le ricerche sull’estinzione del Pleistocene iniziarono una decina di 10 anni fa, quando vennero  recuperati e analizzati campioni di DNA antico che facevano pensare ad una rapida estinzione della megafauna. All’inizio gli scienziati ipotizzarono che si trattasse di eventi collegati a picchi di freddo estremo. Ma l’accumulo dei dati dell DNA di reperti fossili, provenienti da diverse collezioni museali, ha fatto emergere sempre più evidentemente che la colpa di quelle estinzioni di massa non era del freddo ma del caldo intenso.
Secondo Cooper, «Il riscaldamento improvviso ha avuto un profondo impatto globale, cambiando gli schemi delle precipitazioni globali e della copertura vegetale del pianeta. Anche senza gli esseri umani, il pianeta ha già conosciuto estinzioni di massa: se si considerano gli effetti della pressione delle attività umane e la frammentazione dell’ambiente a causa dei rapidi cambiamenti dovuto al riscaldamento globale, le preoccupazioni sul futuro della fauna attuale non possono che aumentare».

Chris Turney, del  Climate Change Research Centre and School of Biological, Earth, and Environmental Sciences dell’università del  New South Wales, conclude: «E’ importante riconoscere però che gli esseri umani rivestono un ruolo importante nella scomparsa delle principali specie di megafauna. L’improvviso riscaldamento ha causato drammatici cambiamenti nell’ambiente, che misero in modo gli eventi di estinzione, ma l’ascesa dell’uomo fu il colpo di grazia alle popolazioni che erano già in condizioni di stress».