Eccezionale alle Seychelles, rispuntano le magnifiche lumache di Aldabra “estinte” dal 1997

[11 settembre 2014]

Mentre dal mondo arrivano pessime notizie sui record di Co2 in atmosfera e sull’innalzamento del livello dei mari che stanno inghiottendo isole e atolli, la Seychelles News Agency (Sna) racconta la storia di una miracolosa resurrezione nell’era del global warming e scrive: «Una piccola lumaca su un’isola tropicale dell’Oceano Indiano, nell’arcipelago delle Seychelles sta dando agli scienziati la speranza che la natura possa essere più resiliente di quanto pensassero  originariamente».

Si tratta della lumaca fasciata di Aldabra (Rhachistia aldabrae), un gasteropode con un magnifico guscio scuro intersecato da bande di un rosa brillante, endemico del grande atollo di Aldabra, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, una lumaca che era stata avvistata l’ultima volta nel 1997 sugli isolotti di Picard, Malabar, Polymnie, Esprit e Grande Terre. Dopo aver compiuto ampie ricerche in  tutte le isole dell’ atollo, nel 2007  la Justin Gerlach, un biologo dell’università di Oxford,  dichiarò ufficialmente estinte la Rhachistia aldabrae nello studio “Short-term climate change and the extinction of the snail Rachistia aldabrae (Gastropoda: Pulmonata)” pubblicato nel 2007 su  Biology Letters.

L’atollo di Aldabra è uno dei più grandi ed incontaminati del mondo ed è gestito e protetto dalla Seychelles Islands Foundation (Sif) , un Public Trust istituito nel  1979. In questo atollo corallino vivono ancora molte specie uniche ed a forte rischio di estinzione, come la tartaruga gigante di Aldabra ed è il sito di nidificazione più importante per le tartarughe verdi dell’Oceano Indiano.

Quando si scoprì che la bella lumaca fasciata di Aldabra era estinta la cosa venne collegata alla diminuzione piogge  e la specie venne considerata da molti ricercatori come una delle prime vittime conosciute dei cambiamenti climatici. Invece questo raro invertebrato sembra stia combattendo una solitaria battaglia contro il global warming. Il 23 agosto un ragazzo che fa il volontario per il Sif  stava esplorando una fitta boscaglia mista in una zona poco frequentata di Malabar, la seconda isola più grande tra quelle che formano l’atollo di Aldabra, e si è imbattuto in qualcosa che non conosceva. Il ragazzo, Shane Brice, spiega alla  Sna: «Stavo abbassando  un cespuglio per attraversare la macchia quando ho notato una  misteriosa lumaca che non avevo mai visto prima sull’isola, ero molto emozionato!».

Dopo aver sentito che la lumaca è stato trovato su un albero endemico, la ranger Catherina Onezia ha pensato subito che ci fosse solo una piccola speranza che la lumaca estinta fosse tornata in vita: «Quando Shane mi ha mostrato la lumaca dentro di me ho pensato: di certo non può essere la lumaca endemica! Ho osato solo di crederci una volta che l’ho controllata fuori dall’ufficio».

Lo staff della Sif  ha condotto ulteriori ricerche a Malbar ed ha trovato diverse altre lumache, compresi individui giovani, cosa che gli ambientalisti lo giudicano un segno molto incoraggiante,  dato che gli ultimi individui giovani di  Rhachistia aldabrae  erano stati  visti dagli scienziati nel lontano 1976 La scoperta è stata confermata da Vincent Florens, un esperto di molluschi dell’Università di Mauritius e dal famoso naturalista delle Seychelles Pat Matyot.

Alla Sif ritengono che la riscoperta della lumaca fasciata di Aldabra rappresenti «Una incredibile seconda possibilità di proteggere e studiare questa specie storica in natura e per assicurarsi che non vada persa di nuovo». Nonostante la soddisfazione per il nuovo ritrovamento, la preoccupazione resta alta: anche se il cambiamento climatico non ha ancora estinto la lumaca di Aldabra, il cambiamento dei modelli meteorologici sono ancora un rischio altissimo per la sopravvivenza di questo rarissmo gasteropode.

L’amministratore delegato della Sif , Frauke Fleischer-Dogley, ha sottolineato che «La riscoperta ha dimostrato che gli investimenti e gli sforzi messi nella tutela della biodiversità endemica dell’isola non sono stati vani. Questa lumaca ci dà speranza per le altre specie di isola, delle quali ne abbiamo già perso troppe.

Spero che quelli della comunità internazionale, che si si sono incontrati alla terza conferenza internazionale sui piccoli Stati insulari in via di sviluppo, prendano atto che è necessario un loro investimento per produrre  tale successo. La natura ha una capacità di recupero che può sorprenderci».