Eccezionale in Iran: ricompare mamma ghepardo con 4 cuccioli

Ma la sopravvivenza del ghepardo asiatico è messa in pericolo dall’embargo e da strade e miniere

[24 ottobre 2013]

C’è speranza per il raro ghepardo asiatico (Acinonyx jubatus venaticus – noto anche come ghepardo iraniano), una sottospecie del più veloce animale terrestre: gli ambientalisti iraniani hanno avvistato un esemplare di femmina  adulta con ben 4 cuccioli, che potrebbero rappresentare il nucleo per impedire che questo carnivoro si estingua.

In tutto l’Iran oggi esisterebbero tra i 40 e i 70 ghepardi asiatici e gli ambientalisti della Persian Wildlife Heritage Foundation (Pwhf)  sono quindi rimasti molto sorpresi quando la scorsa settimana hanno avvistato  i cinque ghepardi nel parco nazionale di Khar Turan nel nord dell’Iran.

«Non potevamo credere a quello che stavamo vedendo – ha detto al Guardia Delaram Ashayeri, project manager della Pwhaf – Abbiamo preso la macchina fotografica e li abbiamo ripresi». L’immagine dei 5 ghepardi ha subito fatto il giro dalla grande comunità online dell’Iran.

«Più o meno un anno fa abbiamo attentamente monitorato Turan, non abbiamo mai individuato una famiglia, specialmente ghepardi di sesso femminile con i cuccioli – sottolinea Ashayeri – Questo dimostra che i ghepardi asiatici stanno sopravvivendo, l’allevamento dei cuccioli riesce a far continuare la loro vita. Si tratta di una buona notizia contro una raffica di cattive notizie su questi animali».

Il The conservation of Asiatic cheetah project (Cacp), un’iniziativa che vede la collaborazione tra il dipartimento ambiente dell’Iran e l’United Nations development programme ha portato alla fase di realizzazione di almeno 14 aree di riserva per i ghepardi, soprattutto nell’Iran centrale, a Yazd, Semnan e Kerman. Diverse Ong tra le quali Pwhf e Iranian Cheetah Society (Ics) stanno dando un notevole aiuto.

Anche secondo Morteza Eslami, che dirige l’Ics, la scoperta della madre ghepardo con 4 cuccioli dimostra che «Gli ambientalisti dell’Iran sono sulla strada giusta. Qualcosa che le persone raramente sapevano circa un decennio fa, è ormai diventata causa di preoccupazione nazionale. All’inizio, quando parlavamo di ghepardi asiatici, eravamo abituati a sentirci chiedere se l’Iran avesse qualche ghepardo. Ora ci chiedono quanti sono a rischio».

Per quanto riguarda la tutela della natura, qualcosa sta cambiando anche nella società iraniana: all’inizio di quest’anno, il quotidiano riformista Shargh ha riferito che un gruppo di 46 artisti di spicco, tra i quali il celebre regista Abbas Kiarostami, aveva realizzato una mostra per raccogliere fondi per la tutela degli animali. «In media ogni anno 1,5 ghepardi venivano uccisi a Bafgh nella città di Yazd – sottolinea Eslami – Questo numero è stato ridotto quasi a zero. Purtroppo, a causa delle sanzioni, non siamo stati in grado di attingere ai fondi internazionali. Noi siamo una Ong, sdiamo indipendenti dal governo ma, per esempio,  a causa delle sanzioni abbiamo avuto gravi difficoltà ad ottenere le trappole fotografiche. Non è possibile acquistarle direttamente e dobbiamo passare attraverso una serie di intermediari e ciò significa che dobbiamo pagare di più per metterci le mani sopra. Inoltre, abbiamo restrizioni bancarie, che ci rendono difficile pagare queste trappole fotografiche».

Gli ambientalisti iraniani sono preoccupati per le attività estrattive di petrolio e gas e per la costruzione di strade vicino agli habitat frequentati dai ghepardi superstiti  che hanno già messo a rischio gli sforzi per salvare la popolazione di questi splendidi animali.

Eslami conclude: «Queste costruzioni di strade  e le miniere sono un serio pericolo e minano il nostro lavoro e potrebbero portare all’estinzione dei ghepardi asiatici in Iran. Ci auguriamo il governo iraniano sospenda questi progetti il più presto possibile».