Legambiente brinda: «Fondamentale la nostra memoria tecnica. Smentita la Sovrintendenza»

Ecomostro dei fondali della fascia costiera iblea, la Regione Siciliana lo boccia

No alle 23 barriere sommerse tra Playa Grande e la foce dell’Irminio

[21 ottobre 2015]

Brindisi ecomostro

Il mega-progetto delle barriere sommerse davanti alla costa Iblea, che prevedeva ben 23 barriere soffolte nei fondali tra Plaja Grande e la Riserva della Macchia Foresta della Foce dell’Irminio, era stato promosso dal Comune di Scicli (ora sciolto per mafia) ed il suo costo era lievitato da 1,5 milioni a 5 milioni di euro, ma aveva avuto tutte le autorizzazioni di compatibilità, nonostante quelle che il Circolo Legambiente il Carrubo di Ragusa definisce « motivazioni dubbie e le analisi ambientali discutibili (per usare un eufemismo)».

Ma è stata proprio il Cigno Verde di Ragusa, con un documento tecnico approfondito, insieme alle valutazioni critiche del Settore Riserve naturali e del CPS della ex Provincia di Ragusa,  a far sì che il servizio di Valutazione di impatto ambientale della Regione Sicilia bocciasse il megaprogetto che era stato ribattezzato Ecomostro dei Fondali.  Per Legambiente si trattava solo di «Una delle nuove invenzioni uscite dal cappello della speculazione edilizia, in un’area in cui sono presenti una riserva naturale e ben due Siti d’Importanza Comunitaria, uno a terra ed uno a mare».

L’unica parte di progetto che non è stata bocciata è la realizzazione a terra di due barriere radenti nei pressi di Playa Grande, che a suo tempo Legambiente definì «inutile, seppur non dannosa» Ora gli ambientalisti dicono: «Come si suol dire: non si può avere tutto dalla vita; tuttavia, l’eliminazione del 99% di un progetto inutile e nefasto è indubbiamente uno straordinario risultato, per l’ambiente ma anche per i conti pubblici». Comunque gli ambientalisti iblei hanno festeggiato quella che per loro è Indubbiamente una vittoria importante con un brindisi nell’area interessata dall’Ecomostro dei Fondali.

Secondo il presidente del Circolo Il Carrubo, Antonino Duchi, «Del documento della regione (Decreto n. 135/2015 dell’Assessore al Territorio ed Ambiente), colpisce in particolare l’interpretazione dell’articolo 36 del Piano paesaggistico fatta dal servizio VIA-VAS, perfettamente in linea con quanto da tempo sostiene Legambiente Ragusa: viene in questo modo ancora una volta smentita la Sovrintendenza di Ragusa che, evidentemente, non conosce bene il piano che essa stessa ha prodotto. Questa è la migliore risposta all’attacco concentrico che di recente abbiamo subito per aver fatto il nostro dovere di cittadini prima ancora che di ambientalisti. Una risposta concreta e certificata da un atto pubblico».

Per gli ambientalisti c’è un altro particolare importante: «La Regione ha cassato la realizzazione delle 23 barriere non sulla base dell’art 13 del Piano Paesaggistico, espressamente dedicato alle aree protette, ma sulla base dell’art. 36, dedicato alla tutela delle coste iblee in generale. E’ evidente quindi che con questo atto la Regione si pone finalmente (meglio tardi che mai) l’obiettivo di tutelare contro interventi inutili e dissennati tutte le nostre coste e non solo le aree protette».

La Regione recepisce in toto anche una proposta di Legambiente Ragusa: «Effettuare opere dolci e di riqualificazione, quali l’ eliminazione o rasatura del frangiflutto di Playa Grande, che contribuisce a bloccare la libera circolazione delle sabbie in quell’area».

Duchi conclude: «Questo dimostra che quando ci si attiva in tempo e con elementi tecnici e scientifici puntuali si ottengono validi risultati in difesa del prezioso paesaggio ibleo. Stupisce che nell’iter autorizzativo nessun Ente (a parte la Riserva Naturale) abbia evidenziato le falle del progetto che semplici volontari sono stati in grado di mettere in luce concretamente. E non è la prima volta che ciò succede. A questo punto è lecito chiedersi ancora una volta perché: trattasi di incompetenza (che già sarebbe grave) o c’è dell’altro? Questo conferma il fatto che bisogna essere in tanti, attivi e vigili».