Ecomostro di San Bianco, la risposta del Comune non Convince

[19 luglio 2013]

Il geometra Rosario Navarra, capo dell’ufficio tecnico del Comune di Marciana Marina, risponde alle nostre richieste di chiarimenti sulla costruzione dell’Ecomostro sulla Collina di San Bianco, dove sorgeva un deposito di mobili e bombole del gas che si sta trasformando in un villaggio, con il solito profluvio di dati tecnici ed assicurando che è tutto a posto.  La risposta non ci convince per niente e prendiamo atto che nell’area esistevano volumi abusivi oggetto di condono e, come avevamo anticipato, una parte abusiva di  90 m2 sulla quale pendeva un’ordinanza di demolizione degli anni ’90. Ci chiediamo se questi volumi abusivi siano stati conteggiati tra i volumi che hanno consentito, foto e progetto alla mano, un ampliamento che non sembra davvero “lieve” per una “ristrutturazione” urbanistica che trasforma magazzini ed abusi “privi pertanto di alcunché valore ambientale e storico” in ben più lucrose abitazioni in un’area di grandissimo valore paesaggistico e panoramico.

Ci chiediamo anche, visto il visibilissimo impatto paesaggistico, cosa ci stia a fare una Soprintendenza che, in un’isola interamente coperta da vincolo paesaggistico, approva quelli che ai comuni cittadini sembrano colossali pugni negli occhi e poi fa ogni difficoltà per aprire una finestra, per non parlare dell’installazione di pannelli solari.

Nel caso della demolizione e generosa ricostruzione di San Bianco c’è una evidente premialità degli abusi realizzati dai precedenti proprietari che viene trasferita all’impresa Alain Croci, che anche questa volta, come nel caso dell’Ecomostro di Colle delle Vacche a Lacona,  e come ammette tranquillamente  il Comune, ha realizzato  difformità che hanno “ imposto la demolizione di alcuni elementi strutturali difformi al progetto”.  La risposta dell’ufficio tecnico, con questa mistura di licenze, condoni, ordinanze di demolizioni, ricostruzioni e nuovi abbattimenti,  non convince e insieme a noi dovrebbe preoccupare anche la politica marinese, a cominciare dalla maggioranza e dalla minoranza del Consiglio Comunale.

Ecco la risposta del Comune:

Il progetto, autorizzato con Permesso a Costruire n. 29 del 14 novembre 2012, prevede la riqualificazione ambientale di un immobile avente destinazione d’uso a magazzino per ricavarne quattro unità abitative, previa demolizione di manufatto esistente. Il magazzino esistente disposto su due piani di cui uno al piano terreno ed uno al piano seminterrato è stato costruito in forza della Concessione Edilizia n. 182 del 11 gennaio 1982 e successive varianti, mentre il locale seminterrato, sempre con destinazione a magazzino è stato oggetto di condono edilizio ai sensi della Legge 28 febbraio 1985 e rilasciata regolare sanatoria n. 69 del 02 agosto 2002. Trattasi in sostanza di un immobile della superficie di circa 250 Mq., oltre che una parte abusiva di mq. 90 circa oggetto nel progetto di sola demolizione, per ottemperare ad un’ordinanza di demolizione. Il progetto, nel rispetto del vigente strumento urbanistico prevede la demolizione dell’intero manufatto e la sua ricostruzione, nell’ambito della volumetria esistente, oltre che un lieve amplaimento distribuito equamente su ogni nuova unità immobiliare determinandone la realizzazione di quattro unità immobiliari di circa settanta mq. cadauna. Il progetto, come si evince negli elaborati grafici non ha comportato nessuno sbancamento, salvo quello strettamente necessario per le fondazioni e nessun tipo di abbattimento di essenze arboree. Si tratta in sostanza di un intervento di ristrutturazione urbanistica assolutamente consentito dal Regolamento Edilizio all’allegato 4, articolo 2 lettera “E” per un edificato classificato come consolidato recente e privo pertanto di alcunché valore ambientale e storico. Il recupero della volumeria, sia quella fuori terra che quella parzialmente interrata avente destinazione d’uso a magazzino rientra tra la disciplina enunciata all’allegato 1 del citato Regolamento Edilizio. Si fa rilevare inoltre che la reidistribuzione dei volumi autorizzati è stata obbligatoriamente disposta dalla competente Soprintendenza che ha vincolato ed imposto pertanto che il recupero delle volumetrie avvenisse con nuova distribuzione sfalzata e non compatta, il tutto per uniformare il contesto con le altre abitazioni costruite e quelle in corso di realizzazione. E’ stata altresì obbligatoriamente redatta la valutazione di Incidenza, in quanto l’area ricade in ZPS SIR SIC ed abquisito il vincolante Nulla Osta da parte della Provincia di Livorno con Atto Dirigenziale n. 239 del 07 giugno 2012. Da ultimo gli uffici comunali hanno già effettuato un sopralluogo presso il cantiere ravvisandone alcune lievi difformità, soprattutto nel rispetto delle distanze dai confini ed imposto la demolizione di alcuni elementi strutturali difformi al progetto approvato. Le chiedo cortesemente di pubblicare integralmente quanto suesposto, anche in risposta a quanto enunciato da Legambiente.

Il Responsabile dell’U.T.C. Geom. Rosario Navarra