Egadi, accordo con l’industria del tonno per difendere la biodiversità dell’Area marina protetta

Un progetto triennale per la tutela di posidonia, foca monaca e tartarughe marine

[3 dicembre 2014]

E’ stato presentato un innovativo progetto triennale che verrà realizzato nell’Area marina protetta delle Isole Egadi che punta a «salvaguardare la biodiversità e favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali del territorio», ma quello che farà probabilmente discutere è che nell’area marina protetta più nota per le mattanze del tonno, il progetto verrà realizzato con  il contributo e la artecipazione di uno dei più grossi marchi di tonno in scatola: Rio Mare.

«L’iniziativa – spiega l’area marina protetta in un comunicato –  una delle prime di questo genere realizzata da privati in Italia a sostegno di un’area marina protetta, prevede il finanziamento di 3 progetti: La tutela della Posidonia Oceanica, il “polmone verde” del Mediterraneo, grazie al posizionamento di 72 dissuasori volti ad inibire la pesca a strascico sotto costa e a incrementare la fauna ittica. I 72 dissuasori si aggiungono ai 72 già installati nel 2013 con fondi del Ministero dell’Ambiente e che hanno già dimostrato la loro efficacia, come confermato dal monitoraggio effettuato dall’Area Marina Protetta, dalla Capitaneria di porto e dall’Enea – l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile; La gestione dell’Osservatorio Foca Monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo per monitorare la presenza di questa specie, la più vulnerabile del Mediterraneo, nell’arcipelago. L’iniziativa si sviluppa in affiancamento agli studi svolti dai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra); La gestione del primo Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Favignana per soccorrere e ricoverare esemplari feriti o in difficoltà che saranno ospitati in apposite vasche prima di essere curati e restituiti alla libertà al termine della convalescenza. Il Centro, inoltre, potrà svolgere anche la funzione di centro visite e laboratorio didattico Caa (Centro di Educazione Ambientale)»

Secondo il il Sindaco delle Isole Egadi e presidente dell’Amp, Giuseppe Pagoto, «Ci troviamo di fronte ad un’iniziativa molto importante  per il territorio, per l’area marina protetta e per le politiche di sostenibilità in campo marino. Si tratta di uno dei maggiori progetti di responsabilità sociale di impresa mai realizzati nel settore delle aree protette, e non è certo un caso se viene realizzato nell’area marina protetta più grande d’Europa. Avere al nostro fianco un brand come quello di Rio Mare, un marchio riconosciuto e distribuito in maniera capillare, significa avere la possibilità di veicolare il nostro messaggio di tutela e sostenibilità dello sviluppo ben oltre i confini dell’area marina protetta».

L’iniziativa fa parte del progetto di Corporate Social Responsibility “Qualità Responsabile” lanciato nel 2011, dopo che Bolton Alimentari, la multinazionale che gestisce il marchio Rio Mare era finita nel mirino di Greenpeace insieme ad altri grandi marchi del tonno, e Luciano Pirovano, Direttore CSR di Bolton Alimentari ora dice: «“Siamo estremamente orgogliosi di questo progetto, che ci sta particolarmente a cuore, nato e sviluppato con l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.  L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Azienda e concretizza in maniera tangibile l’impegno di Rio Mare per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del territorio italiano che ben rappresenta il nostro progetto Qualità Responsabile. Infatti questa iniziativa mira a preservare la prateria di Posidonia Oceanica più estesa del Mediterraneo e valorizzare una delle risorse naturali più belle del nostro Paese, creando così valore condiviso per le comunità di questi territori e per l’Italia».

Stefano Donati, direttore dell’Amp Isole Egadi, sottolinea che «Grazie alla sponsorizzazione di Rio Mare potremo sviluppare meglio, e con più risorse, alcuni progetti già in atto: proteggeremo ancora di più la prateria di Posidonia oceanica e le risorse ittiche, studieremo ancora meglio la presenza della Foca monaca e attiveremo un vero ospedale per le tartarughe marine Caretta Caretta  E’ un momento storico per l’Amp delle Egadi, la prima a ricevere un contributo così importante da un gruppo privato, grazie al lavoro instancabile svolto in questi anni da uno staff motivato e qualificato, alla credibilità che si è guadagnato l’Ente gestore e ai tanti risultati concreti raggiunti. Oggi avviamo un percorso insieme ad una grande Azienda, che crede in questa realtà e che ha mostrato grande sensibilità sul tema della tutela della biodiversità marina».