Legambiente: «Non si è mai perso il vizietto»

Elba, la Forestale sequestra un altro falso rudere

Denunciate 3 persone per abuso edilizio, violazione paesaggistica, falsità ideologica e tentata truffa

[5 novembre 2014]

A circa due mesi dal sequestro del falso rudere scoperto vicino ad una spiaggia di Capoliveri, del quale si era occupata anche Legambiente, il Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato di Portoferraio, ha provveduto al sequestro penale di un manufatto in pietra sito su di un terreno in ambito collinare, sempre  nel Comune di Capoliveri; sequestro successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica di Livorno.

Il Cfs spiega che «l manufatto era stato recentemente realizzato dalla proprietà, il quale, dopo aver presentato richiesta, aveva ottenuto dal Comune di Capoliveri il permesso di costruire per la realizzazione di un fabbricato destinato ad uso residenziale. Requisito necessario per poter ottenere le autorizzazioni, era quello che il “rudere” fosse già preesistente al 1967». Invece le indagini, svolte dal personale del Corpo forestale dello Stato, hanno permesso di accertare una tentata truffa, «che – si legge in un comunicato del Cfs – mediante false attestazioni, mirate a far risalire la presenza del manufatto a prima del ’67, hanno indotto il Comune di Capoliveri a rilasciare un permesso di costruire per la realizzazione di un fabbricato destinato a civile abitazione».

L’intervento della Forestale ha portato alla denuncia alla Procura della Repubblica di Livorno 3 persone, tutte residenti all’isola d’Elba, «che in concorso tra loro risultano indagate per i reati di abuso edilizio, violazione paesaggistica, falsità ideologica in atti pubblici e tentata truffa».

Nel suo comunicato il Cfs di Portoferraio sottolinea che «La circostanza che a distanza di pochissimo tempo il Corpo forestale dello Stato sia intervenuto su un altro falso rudere, fa presumere che sul territorio elbano possano esservi altri casi simili. La questione riveste particolare importanza anche relativamente all’incidenza sul carico urbanistico, già da tempo notevolmente aumentato sull’isola d’Elba e che si ripercuote, inevitabilmente, sull’assetto idrogeologico del territorio, con conseguenze tristemente note alle cronache quando, nei periodi autunnali, le piogge si fanno particolarmente intense».

Al blitz della  forestale arriva subito il sostegno degli ambientalisti: «Legambiente Arcipelago Toscano si complimenta con il Comando Stazione del Corpo forestale dello Stato di Portoferraio per la brillante azione che ha portato a scoprire un nuovo rudere/truffa nel Comune di Capoliveri. Ancora una volta ci chiediamo come, nell’epoca di internet e di Google Earth si possano dare concessioni per falsi ruderi e come gli uffici preposti esercitino i controlli sugli atti che sono stati chiamati ad approvare. Come diciamo da giorni, mentre continua la polemica contro il Piano Paesaggistico della Regione Toscana, in questa isola – e quel che succede a Capoliveri ne è un chiaro esempio –  non si è mai perso il vizietto dell’abuso e della furbizia e ci sono troppi allergici alle regole che trovano troppi occhi chiusi e ben disposti nelle amministrazioni pubbliche. Per questo l’attività del Corpo forestale dello stato è così importante e rappresenta un motivo di speranza per la maggioranza dei cittadini che vorrebbero che all’Elba finisse il massacro del cemento illegale e la smania cementificatoria di troppi amministratori e tecnici che fanno fuoco e fiamme contro regole e vincoli».