Elba, già mille firme contro il taglio dei pini a Marina di Campo

[27 agosto 2013]

Gli indicatori dello scarso  pollice verde di Marina di Campo: pini secolari da tagliare, oleandri ultra cinquantenni in pericolo per il futuro restyling delle vie del porto, giovani piante di leccio in sofferenza in via Roma e il nuovo cipresso di plastica su una collina dominante la piana di Campo.

Continua con grande successo la raccolta firme per contrastare l’indiscriminato taglio di piante d’alto fusto nelle vie del paese di Marina di Campo. Sono state raccolte nel solo mese di agosto quasi 1.000 firme, vale a dire che ogni giorno 30 cittadini residenti, turisti e proprietari di seconde case hanno posto la propria firma al documento preparato da alcuni residenti e commercianti campesi.  L’immagine offerta dalla rinnovata piazza del municipio, privata di ogni alberatura e trasformata in un’assolata piazza è quello che si vuole evitare, è stata sufficiente a muovere centinaia di persone a sottoscrivere la petizione che richiede una perizia tecnica prima di abbattere altri alberi di alto fusto.

Gli alberi della piazza non ostacolavano il passaggio di nessuno, in quell’area le radici avrebbero potute essere messe in grado do non arrecare danno a manti stradali, marciapiedi o edifici, sono stati tagliati con ragioni assolutamente discutibili: non erano piante autoctone e la piazza serviva vuota per poter servire come luogo di aggregazione. Il patrimonio arboreo delle vie cittadine è di pubblica utilità, il verde offre arredo urbano, frescura d’estate e ossigenazione; non appartengono alla Giunta Segini, come non appartenevano alla Giunta Galli e dell’allora assessore all’edilizia Graziani, come non appartengono all’Ufficio Tecnico. Questa raccolta firme dimostra l’attaccamento di tanti residenti e turisti al verde pubblico di questa cittadina; privare Marina di Campo dei viali alberati perché non si vuole gestire il verde pubblico è una ragione non accettabile in un paese che vive di turismo estivo.

I pini di Marina di Campo sono stati sostituiti parzialmente da alcuni olivi e da alcune piante di leccio, queste ultime non sono state curate nei loro primi anni di vita e danno già segnali evidenti di sofferenza e scarsa crescita, come il leccio di via Roma posto sul marciapiede di fronte al municipio, al cui tronco è stata applicata una fettuccia di plastica troppo stretta per fissare alcuni pali di sostegno, tale strozzatura ha in pratica già compromesso la salute e la crescita dell’albero. Chiediamo dunque maggiore attenzione e competenza nella gestione del verde pubblico campese, ripetiamo la parola gestione, che avrà un costo ma per il nostro punto di vista è invece un investimento: il verde curato rende molto in ritorno di immagine, paesaggio, arredo e ombra. Oltre a una valutazione più scientifica sullo stato di salute o pericolosità dei pini chiediamo anche maggiore cura per i sofferenti lecci che senza cure avranno una vita difficile e una stentata crescita.

Paradossale è stata anche la recente “piantumazione” di un altissimo cipresso di plastica usato come camuffamento di un’antenna di telefonia. Un paese turistico in cui si tagliano gli alberi veri perché la sensazione di alcuni è “di essere stretti nella morsa del verde” per poi piantare alberi di plastica è davvero una rarità, una metafora della sensibilità all’ambiente degli amministratori. Tale attitudine, se venisse percepita maggiormente dal pubblico dei nostri visitatori o dei tour operator renderebbe davvero difficile proporre Marina di Campo come una destinazione turistica curata dal punto di vista ambientale.

Se ai turisti piace il verde, è bene che ufficio tecnico e amministrazioni, passate, presenti e future se lo ricordino bene.

Le firme sono raccolte presso tre punti vendita: Parafarmacia, B-Simple ed Etnobazar; obbiettivo superare le 1.000 firme per fine agosto.

di Isa Tonso, Paolo Franceschetti, Piero Pertici