Elba, vandali al lavoro nella spiaggetta del Parco Nazionale [FOTOGALLERY]

Scritte sugli scogli della Fenicetta a Marciana Marina

[5 agosto 2014]

La Fenicetta, o meglio la “Finiccetta” come la chiamano i marinesi, è una minuscola spiaggia alla quale si accede da una passerella di cemento che la collega alla vicinissima Fenicia (Finiccia), la spiaggia marinese che ha recentemente ricevuto la Bandiera Blu della Fee. La spiaggetta di ciottoli, pur se in forte erosione, è  molto amata e frequentata da locali e turisti per la sua naturalità e ospita spesso sugli scoglietti a pochi metri dalla riva una coppia di rari marangoni dal ciuffo e le sue scogliere a picco, frequentate dai tuffatori più esperti, danno rifugio a colombi di mare e sono ispezionate dal falco pellegrino a caccia, mentre poco distante, verso la Punta del Nasuto, vengono spesso segnalati i gabbiani corsi, gli uccelli più rari del Mediterraneo e simbolo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Questo piccolo paradiso ad un passo dal porto, che segna l’inizio del Parco Nazionale nella costa nord-ovest dell’Elba, è stato imbrattato con la vernice verde di scritte che mischiano cuoricini alla A anarchica, frutto evidentemente dello stesso tipo di vandalismo imbecille che nei mesi scorsi ha colpito e imbrattato con messaggi d’amore e battute razziste gli scogli di Capo Bianco a Portoferraio e quelli dell’Omo, sempre a Marciana Marina.

Un vandalismo incosciente della bellezza al quale si debbono altri orripilanti graffiti che sfregiano la rientranza degli scogli che permette l’esistenza della spiaggetta della “Finiccetta”.

Legambiente dà un consiglio a questi (speriamo) giovani e incoscienti vandali: evitate di imbrattare la bellezza con simboli politici dei quali evidentemente non sapete nulla, anche perché se gli anarchici veri vi vedessero farlo probabilmente vi prenderebbero a calci nel sedere.

Al Comune di Marciana Marina e al Parco Nazionale Legambiente chiede di attivarsi immediatamente per ripulire gli scogli e per far comprendere a tutti che si è dentro un’area protetta, dove il rispetto per la natura ed il paesaggio devono essere ancora più forti che nel resto del territorio.

Non crediamo che sia molto difficile trovare i vandali che si sono resi responsabili di questo stupido sfregio e una lezione, anche se non in stile anarchico, magari facendo pagar loro i danni, sarebbe più che salutare.