Elezioni a Campo nell’Elba, e… si tagliano i pini

[18 febbraio 2014]

Nel fiorire di lavori pubblici che a Marina di Campo annuncia l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, non potevano non farne ancora una volta le spese i pini che ornano il paese. Ormai è una tradizione: da anni ad ogni tornata elettorale si abbatte qualcuno dei grandi pini che caratterizzano i viali di Marina di Campo ed il suo paesaggio, quasi fosse un rito sacrificale di buon’augurio per il sindaco o il candidato di turno.

Questa volta si tratta di un progetto di rifacimento del marciapiede di Via per Portoferraio che prevede, manco a dirlo, il taglio di 6 (sei!) piante di Pino sulla parte destra della strada di ingresso al capoluogo campese. Come in altre occasioni pre-elettorali si tratta di pini assolutamente sani, non sono inclinati e non sembrano essere in nessun modo pericolosi.

E pensare che 5 anni fa, in piena campagna elettorale, esponenti dell’attuale compagine amministrativa di centro-destra chiesero insistentemente un intervento di Legambiente per fermare lo scempio che stava realizzando l’allora amministrazione di centro-sinistra motosegando dei pini in un’altra strada solo a un paio di centinaia di metri di distanza, per la stessa identica ragione: il rifacimento di un marciapiede. Ci chiediamo che fine abbiano fatto quei difensori di pini appena diventati consiglieri e assessori…

Quello che fa più arrabbiare i cittadini e gli amici di Marina di Campo è che, assolutamente noncurante delle promesse fatte cinque anni fa, della raccolta di oltre 1.000 firme della scorsa estate e non  paga degli 8 pini tagliati per fare posto ad una  quantomeno discutibile Piazza del Municipio, l’amministrazione del Sindaco Vanno Segnini continui imperterrita a farsi propaganda elettorale con la motosega.

Ormai ci siamo stancati di ripetere che con i giusti accorgimenti progettuali e di manutenzione i pini sono perfettamente compatibili con marciapiedi e strade. Marina di Campo sembra essere uno dei pochi paesi turistici che non riesce a comprendere l’importanza del verde pubblico e storico, diventato parte integrante della sua  immagine paesaggistica, continuando a tagliare senza piantare nulla, mentre il cemento non si ferma nemmeno davanti a due alluvioni in 10 anni.