Enduro nel Parco Nazionale, sanzionati in 3 all’Elba

Complimenti ai Carabinieri Forestali da Parco Nazionale e Legambiente

[9 aprile 2018]

Nel pomeriggio di venerdi 30 Marzo all’Isola d’Elba  «due portoferraiesi e un tedesco sono stati sorpresi dai militari del Reparto Carabinieri Parco di  Portoferraio, a percorrere con moto da enduro i sentieri del PNAT n. 210 e 214, in località Poggio Molino a Vento – Monte Barbatoia (dentro la zona B, comune Portoferraio). I motociclisti sono stati sanzionati ai sensi del regolamento delle sanzioni amministrative del PNAT».

A comunicarlo è il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e il presidente dell’Ente Parco Parco Giampiero Sammuri si complimenta con Raggruppamento Carabinieri Parchi – Reparto PN Arcipelago Toscano: «Ringrazio il Reparto Carabinieri Parco di Portoferraio per l’ottimo lavoro svolto. E’ prioritaria per il Parco la sorveglianza del territorio protetto»

Complimenti ai Carabinieri Forestali arrivano anche da Legambiente che sottolinea: «La sanzione affibbiata a due motociclisti elbani e a uno tedesco che scorrazzavano nel territorio del Parco Nazionale dimostra ancora una volta che non è vero che chi viola la legge è sempre un “forestiero”. Troppo spesso – quasi sempre – gli stranieri sono accompagnati o preceduti da “staffette” elbane e quasi sempre i loro blitz motorizzati in aree proibite sono organizzati da persone che ne traggono vantaggio economico.

Legambiente Arcipelago Toscano apprezza il lavoro di vigilanza e repressione dei Carabinieri Forestali, ma sottolinea che «A questo andrebbe aggiunta una maggiore attenzione di tutti gli Enti preposti, a partire dai Comuni, mentre aspettiamo ancora che il Parco approvi l’apposito regolamento del quale si era parlato in occasione di episodi simili precedente. Infatti, durante le vacanze pasquali e l’ultimo week end sono state numerose le segnalazioni di moto che scorrazzavano sui sentieri elbani, in particolare nell’Elba Orientale sulle montagne del riese e nella zona nella quale sono stati beccati i tre motociclisti abusi, ma anche sui sentieri del massiccio del Capanne. Un’attività abusiva che niente ha a che vedere con lo sport motoristico fatto in maniera corretta e che mette in pericolo gli escursionisti e danneggia la sentieristica del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano»