Ennesima barbarie contro un lupo: in Calabria un altro esemplare ucciso e appeso a un segnale stradale

Legambiente: esistono tecniche e metodiche per la cooesistenza tra lupi e zootecnia

[5 Marzo 2020]

A Torre di Ruggiero, in località Monte Cucco, sulle serre catanzaresi, un esemplare di lupo è stato rinvenuto appeso a un segnale stradale. Dai primi rilievi effettuati sulla carcassa dai Carabinieri Forestali e dal veterinario dell’ASL non risultano ferite di arma da fuoco ne sono evidenti segni di avvelenamento, sarà comunque la necroscopia a cura dell’IZS di Catanzaro a chiarire le cause della morte.

Da informazioni acquisite da Legambiente risulta che, «la scorsa settimana, nella stessa zona dov’è stato rinvenuto l’animale si sarebbe verificata predazione in un gregge di un’azienda zootecnica locale».

Gli ambientalisti ricordano che «Non è il primo caso di rinvenimento di un lupo ucciso e barbaramente esposto come un trofeo a opera di ignoti, il 10 gennaio scorso, infatti, un simile episodio è stato registrato a Marcellinara alle porte della città di Catanzaro. In entrambi i casi sono prontamente intervenuti i Carabinieri Forestali che dovranno fare luce sulle causa e ricercare gli autori di questi vili gesti».

Antonio Nicoletti responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, conclude: «Denunciamo con forza questi atti che provocano sconcerto e creano un danno alla comunità calabrese tutta bisogna incrementare gli sforzi per aiutare le aziende che subiscono predazioni a mettere in campo misure concrete di contenimento dei danni. Esistono le conoscenze tecniche e le metodiche per risolvere positivamente la coesistenza tra attività zootecniche e presenza del lupo, e quanto stiamo sperimentando in Sila con il progetto Wolfnet rappresenta un metodo da diffondere a scala regionale. Legambiente è disponibile a lavorare d’intesa con la Regione, le aree protette, le associazioni agricole e di allevatori, le istituzioni locali e le forze dell’ordine per dare risposte concrete e superare le criticità che stanno emergendo in maniera preoccupante nel territorio calabrese sulla gestione della fauna selvatica».