Altro che eolico, sono gli edifici (e i gatti) la peggiore minaccia per l’avifauna

Le collisioni con i palazzi uccidono fino a un miliardo di uccelli all’anno solo negli Usa

[27 maggio 2014]

L’Associazione nazionale energia del vento (Anev) rilancia oggi in Italia lo studio “Bird–building collisions in the United States: Estimates of annual mortality and species vulnerability”, pubblicato da The Condor, il giornale della Cooper Ornithological Society e ripreso da  Bloomerg,  che  riporta su base scientifica l’irrilevanza delle pale eoliche sui tassi di mortalità degli uccelli. Nello studio  un team di ricercatori della Migratory Bird Center dello Smithsonian Conservation Biology Institute, della Divisione uccelli migratori dell’ U.S. Fish and Wildlife Service e dell’ Oklahoma State University scrive che «le collisioni con gli edifici, in particolare contro le vetrate, rappresentano una minaccia antropogenica importante per gli uccelli e si stima che causino la morte tra 100 milioni e un miliardo di uccelli all’anno».

Fino ad ora non esistevano stime per gli Usa basate su analisi sistematiche di dati provenienti da più fonti, quindi il team di ricerca ha rivisto i dati pubblicati e raccolto dati inediti per quantificare la mortalità da collisioni con gli edifici e la vulnerabilità delle diverse specie e dicono che, «Basandosi su 23 studi, d stimiamo che tra 365 e 988 milioni (media = 599 milioni) muoiono ogni anno come conseguenza delle collisioni con gli edifici negli Stati Uniti, con approssimativamente  il 56% della mortalità in edifici poco alti, il 44% nelle residenze, e  <1% negli edifici con molti  piani». Lo studio si basa su più di 92.000 morti registrate ed ha analizzato l’abbondanza delle popolazioni di avifauna e  gli areali di sovrapposizione con l’area di studio, «abbiamo identificato diverse specie che sono sproporzionatamente vulnerabili alle collisioni con tutti i tipi di costruzioni – dicono i ricercatori –  Inoltre, diverse specie elencate a livello nazionale come Bird Conservation Concern a causa delle loro popolazioni in declino sono state identificate come altamente vulnerabili alle collisioni , tra le quali Vermivora chrysoptera, Passerina ciris, Cardellina canadensis, Hylocichla mustelina, Geothlypis formosa, e Helmitheros vermivorumcui. L’identificazione di queste cinque specie migratrici con i confini  geografici ristretti alla parte orientale e centrale Nord America riflette i limiti stagionali e regionali nella disponibilità dei dati attualmente disponibili da collisioni con gli edifici».

La maggior parte dei campionamenti è avvenuta durante la stagione migratoria e nella parte orientale degli Stati Uniti, i ricercatori dicono che per confermare questo trend «sono necessarie ulteriori indagini nelle le stazioni e nelle regioni sottorappresentate», ma  assicurano: «Presentiamo prove quantitative che supportano la conclusione che , come causa di mortalità diretta in relazione agli esseri umani negli Stati Uniti, le collisioni con gli edifici sono superate solo dai gatti liberi, che uccidono circa quattro volte il numero di uccelli ogni anno».

Secondo l’Anev  questo dimostra «Quanto sia infondata l’idea che le turbine eoliche comportino un notevole impatto sulla conservazione delle specie ornitiche. Difatti, riportando i risultati ottenuti da numerose pubblicazioni scientifiche, risulta evidente quanto i tassi di mortalità avifaunistica dovuti agli impatti con le turbine eoliche siano insignificanti rispetto alle principali cause di mortalità che sono gli impatti con i veicoli, i gatti, le linee dell’alta tensione e soprattutto gli impatti con le finestre degli edifici».

L’associazione italiana dell’eolico fa notare che  è per ridurre le collisioni dell’avifauna con edifici e case che «molte città e stati americani, come San Francisco e il Minnesota, hanno adottato standard di costruzione che promuovano la sicurezza degli uccelli».

L’Anev approfitta dello studio per sferrare un attacco agli anti-eolico: «Che le turbine eoliche abbiano un impatto negativo sull’avifauna, provocando addirittura delle stragi, rientra tra i cosiddetti falsi miti dell’eolico, creati dai nemici dell’eolico, che tanto temono la diffusione di una tecnologia in grado di produrre energia elettrica pulita e amica dell’ambiente. Tentare di bloccare lo sviluppo dell’eolico, l’energia del futuro, è miope e arrogante e questo atteggiamento non salverà il Pianeta».

L’associazione ricorda che la Royal Society for the Protection of Birds (Rspb), una delle più importanti associazioni ambientaliste del mondo e considerata la “mamma” di tutte le “Lipu”,  ha detto «I Cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia a lungo termine per i volatili e per altre specie. Quella eolica è la tecnologia più avanzata tra le rinnovabili, disponibile in larga scala oggi. La Rspb supporta la crescita significativa della produzione di energia eolica onshore e offshore nel RegnoUnito».

Viene citato anche il rapporto del Wwf “A Climate Risk Report. Bird Species and Climate Change. The Global Status Report” che prende in considerazione i benefici che l’eolico, contrastando i cambiamenti climatici, porta all’avifauna grazie alle mancate emissioni di gas serra, il Panda, scrive Anev, «sulla base di più di 200 lavori scientifici, constata gli ingenti impatti dei cambiamenti climatici sull’avifauna in ogni parte del globo, evidenziando come gli scienziati hanno trovato popolazioni in declino fino al 90% o con insuccesso riproduttivo totale e senza precedenti.  A causa dei cambiamenti climatici oggi 985 specie di volatili sono in via di estinzione e la fonte eolica permette di risparmiare 5 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno».