Eradicazione dei mufloni all’Isola d’Elba, il PD: approfondimento per favorire la migliore soluzione possibile

Monni e Gazzetti: «Audizioni in commissione ambiente». Legambiente: «Rivedere le disastrose gestioni venatorie»

[16 giugno 2017]

La vice capogruppo del PD in Regione,  Monia Monni,  e il  vice presidente PD della commissione ambiente,   Francesco Gazzetti, hanno presentato una mozione per «Favorire la migliore soluzione possibile per risolvere le questioni legate ai mufloni dell’Isola d’Elba. Un tema da tempo dibattuto e che richiede risposte e soluzioni».

La mozione di Monni e Gazzetti «Impegna il Consiglio regionale ad avviare immediatamente, nella commissione competente, una serie di audizioni, invitando a partecipare il sindaco di Marciana, i vertici dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Così come i rappresentanti delle associazioni animaliste e ambientaliste intervenute sul tema». I due consiglieri regionali del PD spiegano che «E’ importante che vengano valutate e approfondite sia la soluzione proposta dall’Ente Parco, che punta all’eradicazione della specie, sia le proposte alternative. Nello specifico, infatti, il Consiglio direttivo dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano ha adottato nel 2016 una delibera in cui, facendo leva sul fatto che la popolazione del muflone è alloctona al sistema naturale dell’isola perché introdotta negli anni ’70 nel territorio di Marciana e sul fatto che l’ungulato rappresenti “un elemento di minaccia per il sistema naturale e antropico dell’isola”, chiede azioni finalizzate alla drastica riduzione della specie, fino all’eventuale eradicazione qualora sia possibile ».

Monni e Gazzetti ricordano che Anche l’associazione Legambiente Arcipelago Toscano si è espressa favorevolmente rispetto all’eradicazione degli ungulati introdotti dall’uomo in un ambiente insulare delicatissimo che non riesce a contenerli se “non a discapito di flora e fauna”. Contrario all’abbattimento dei mufloni è il Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana che ha promosso una petizione contro l’abbattimento, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza dell’Ente Parco, mentre il Gruppo d’Intervento giuridico onlus ha preso posizione sul tema del trasferimento dei mufloni dall’Elba e la loro reintroduzione in Sardegna e Corsica».

Monia Monni e Francesco Gazzetti concludono: «“Ci pare evidente he l’argomento sia, oltre che importante, anche molto sentito e che ci siano più soluzioni sul tavolo. Ecco perché ci sembra giusto mettere a disposizione questa opportunità, avviando al più presto un percorso in commissione Ambiente con l’audizione ad hoc dei soggetti coinvolti. Il nostro vuole essere un contributo per l’approfondimento, la condivisione delle informazioni e delle evidenze scientifiche; così come vuol essere un’opportunità per la spiegazione di scelte e prospettive. Il tutto per favorire il raggiungimento della migliore soluzione possibile».

E’ proprio dalla citata  Legambiente Arcipelago Toscano che viene la prima risposta alla mozione PD: «Saremo lieti di partecipare ad eventuali audizioni, proposte dai Consiglieri regionali PD Monni e Gazzetti, per discutere in Consiglio Regionale dell’eradicazione dei mufloni all’Elba, che abbiamo chiesto che venga attuata risparmiando il più possibile agli animali sofferenza e stress. Facciamo notare che eradicazione non vuol dire solo abbattimenti, può voler dire anche trasferimenti ed altri sistemi, per i quali bisogna che la normativa e l’Ispra lo consentano, che ci sia qualche aree protetta o territorio  disposti a prendersi i mufloni e che le misure alternative siano economicamente, tecnicamente e ambientalmente percorribili e sostenibili. Su questo abbiamo aperto un dialogo con il coordinamento toscano delle associazioni animaliste con le quali dovremmo incontrarci nei prossimi giorni».

Il Cigno Verde insulare aggiunge: Anche se ci pare abbastanza anomalo che il Consiglio regionale si occupi della gestione della biodiversità di un Parco Nazionale che risponde dei suoi atti direttamente al ministero dell’ambiente, crediamo che l’audizione proposta dal PD possa essere comunque l’occasione per comprendere meglio i problemi creati dagli ungulati introdotti all’Elba a scopo venatorio/ornamentale e per  evitare che nella nostra isola continuino ad essere applicati – dentro e fuori il parco – modelli di “gestione” faunistica che non funzionano, come la legge regionale che mette la gestione degli ungulati nelle mani di chi ha causato il problema: i cacciatori. Così come speriamo che la discussione sull’eradicazione dei mufloni alloctoni all’Elba consenta anche di rivedere l’assurda proposta di un assessore regionale della Regione Toscana – unica in Italia – di abbattere 500 lupi».

Legambiente Arcipelago Toscano conclude: «Dalla Regione ci aspettiamo finalmente soluzioni diverse e alternative (e anche contributi economici) rispetto alla disastrosa gestione venatoria alla quale è stata sottoposta l’Elba, ma  ci aspettiamo anche che le eventuali proposte e iniziative siano rigorosamente basate sulla scienza e la tutela della biodiversità insulare, che un Parco Nazionale è chiamato a difendere prima di tutto e tutti. Fino ad oggi non è stato così e anche l’invasone di cinghiali e mufloni dipende da questo e dalla mancata attuazione all’Elba delle stesse normative regionali».