Estate 2013, alle foche monache piace l’Adriatico settentrionale [VIDEO]

Incontri ravvicinati a Isola Verde di Chioggia. Le 3 regole d’oro per osservazioni in sicurezza

[19 agosto 2013]

L’eccezionale scena la descrive il Gruppo foca monaca del Wwf: «Filma il figlio intento a pescare e… immortala una foca». Si tratta solo di uno degli ultimi degli avvistamenti segnalati al Gruppo Foca Monaca e alla Lipu che  dicono di disporre di circa un’ora di riprese video realizzate da Pietro Ferro, un turista che nel tardo pomeriggio del 12 agosto ha ripreso inizialmente per puro caso la testa di una piccola foca vicino ad una barriera artificiale sul litorale di Isola Verde di Chioggia. «La sua osservazione è proseguita per due ore fino al tramonto, un’esperienza condivisa con decine di altre persone che via via si sono raccolte per osservare l’animale da terra – sottolineano gli ambientalisti».

Emanuele Coppola, responsabile del Gruppo Foca Monaca, ha riconosciuto il comportamento dell’animale, che appariva periodicamente in superficie per poi immergersi nuovamente per almeno 5 minuti di apnea, come «Una tipica attività di riposo che le foche svolgono alternando brevi istanti in superficie a periodi di circa cinque minuti in apnea sul fondo, spesso riparate in piccole cavità subacquee. Questa condizione è particolarmente frequente nei casi di osservazione lungo la costa ed è stata in passato scambiata per attività di pesca. Il lavoro svolto dal Gruppo Foca Monaca in Croazia, in collaborazione con l’omologo Gruppo croato guidato dalla Biologa Jasna Antolovic, ha analizzato in dettaglio questo comportamento, ancora non descritto in letteratura scientifica, anche con immagini subacquee realizzate con mini telecamere comandate a distanza».

Il giorno successivo anche un’altra persona, che abitualmente percorre a nuoto quel tratto di mare, ha detto di aver incontrato la foca, appena a due metri di distanza, il pinnipede ha guardato il nuotatore incuriosito- ha Coppola evidenzia che «L’analisi dei racconti degli avvistamenti raccolti fin dal giugno scorso, a partire da quelli avvenuti a Venezia e poi alle bocche di Malamocco e di Lido, fino all’ultimo della laguna di Grado ci aveva già indirizzato verso l’ipotesi che si trattasse di un giovane esemplare di foca monaca, ma ancora mancava un riscontro oggettivo. L’ultimo video realizzato a Chioggia dovrebbe finalmente consentirci quei riscontri tanto attesi dalla comunità scientifica che in alcuni casi ha mostrato forte scetticismo. Il primo dato da appurare con certezza è che si tratti effettivamente di foca monaca e non di altra specie esotica, ma contiamo di poter verificare anche le caratteristiche dell’animale come l’età e forse anche il sesso, e soprattutto se si tratti di un singolo animale o addirittura di più individui, come numerosi osservatori hanno segnalato. Si avvicina dunque il momento tanto atteso di assegnazione del riconoscimento che il Gruppo Foca Monaca aveva promesso lo scorso giugno in occasione delle prime osservazioni a Venezia. Questi avvenimenti chiariscono ancora una volta quanto le foche non siano affatto incompatibili con la presenza umana, una tesi che il nostro Gruppo Foca Monaca cerca di far comprendere ormai da molti anni.

Lo dimostra anche un video (che pubblichiamo in fondo pagina, ndr) recentemente postato su Internet in cui un bagnante, durante una vigorosa nuotata a dorso nei pressi di Premantura, in Croazia, rischia di travolgere una foca che per questo è costretta ad una rapida immersione, una scena di cui lui resta inconsapevole mentre dalla riva si percepiscono i commenti meravigliati dei turisti che riprendono l’accaduto. Questa situazione di assoluta tranquillità che si verifica ormai da anni in Croazia speriamo si possa replicare anche sulle coste venete e friulane, purché si adottino tutte le cautele necessarie già messe in atto dall’altra parte dell’Adriatico».

Intanto il Gruppo Foca Monaca del Wwf ha diffuso le 3 regole d’oro per osservare senza disturbo le foche monache:

1) E’ possibile osservare liberamente l’animale da alcune decine di metri di distanza senza disturbarla semplicemente evitando schiamazzi o movimenti bruschi.

2) Vigilare che nessuno si avvicini troppo e soprattutto che nessuno consenta la libera circolazione di animali domestici (soprattutto cani) nelle immediate vicinanze della foca.

3) In caso di avvistamento durante la navigazione è bene rallentare o spegnere il motore della propria imbarcazione e attendere che l’animale si allontani spontaneamente.

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