Estate di fuoco in Toscana: a giugno gli incendi sono aumentati del 1.200% rispetto alla media

E nei primi 20 giorni di luglio le fiamme hanno divorato altri 650 ettari

[26 luglio 2017]

Nel 2017 gli incendi boschivi in Regione Toscana stanno facendo registrare un andamento particolarmente grave, paragonabile alla situazione del 2003 e 2012: è stato lo stesso presidente Enrico Rossi a riferire ieri in Consiglio regionale i dati aggiornati, che hanno subito un’impennata se confrontati con quelli dello scorso anno.

Come spiegano dalla Regione, nei primi 6 mesi dell’anno si sono verificati 303 incendi boschivi, a fronte di una media quinquennale di 115, che hanno percorso circa 350 ettari rispetto alla media di 130 ettari. In particolare, nel mese di giugno sono stati 101 gli incendi boschivi, contro una media quinquennale di 17, che hanno percorso quest’anno in giugno circa 60 ettari, rispetto alla media di 5 ettari, segnando così un incredibile +1.200%. Anche i dati parziali di luglio rimarcano la gravità della situazione: 164 gli incendi boschivi che hanno percorso circa 650 ettari, contro una media quinquennale di 88 incendi boschivi e 200 ha di superficie percorsa.

Una situazione drammatica che l’Organizzazione antincendi boschivi (Aib) della Regione ha contrastato mettendo in campo tutte le risorse a disposizione: oltre alla Sala operativa unificata permanente (Soup), 8 centri operativi provinciali, 180 direttori operazioni spegnimento, 500 operai forestali degli Enti locali, 4.200 volontari, 470 mezzi leggeri, 130 mezzi pesanti, 10 elicotteri della flotta regionale, senza dimenticare l’indispensabile collaborazione fornita dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri forestali.

«Tre le direzioni in cui la Regione deve indirizzare il proprio impegno – ha aggiunto Rossi, intenzionato a migliorare ulteriormente il sistema dell’antincendio della Toscana – costruire un piano di prevenzione forestale pluriennale, combinando il lavoro già fatto con l’allestimento di sentieri frangifuoco; continuare con la formazione a migliorare la già ottima preparazione del personale e dei volontari, aumentare nella cittadinanza la consapevolezza dei propri comportamenti. Quanto accaduto ci impone di concentrare le forze e mettere in campo azioni serie con una revisione legislativa per reintervenire sulle aree bruciate, come verranno reintegrate, con quali finanziamenti e quali interventi. A rischio è non solo il paesaggio, ma anche la tutela dell’agricoltura e del nostro patrimonio forestale. Per questo entro settembre porteremo in consiglio un’ipotesi di lavoro e di revisione della legge sulla forestazione».

Senza dimenticare di combattere le cause prime del dramma in corso. Da una parte delinquenti e piromani, dall’altra quei cambiamenti climatici che rendono loro estremamente più facile il lavoro grazie alla siccità: «Urgente per tutti – ha ribadito il presidente Rossi nei giorni scorsi – è la lotta contro le cause dei cambiamenti climatici. E’ necessario battersi perché si applichino gli accordi internazionali e impegnarsi perché si affermino stili di vita e modelli di produzione più rispettosi della natura».