Europarlamento: lotta dura al contrabbando di specie esotiche per salvare la biodiversità

Sconfessata la Commissione europea: bando totale del commercio di avorio

[13 ottobre 2016]

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La commissione ambiente del Parlamento europeo ha votato il piano d’azione proposto dalla liberaldemocratica inglese Catherine Bearder per contrastare il commercio illegale di specie selvatiche, come previsto da risoluzione della Commissione europea all’inizio di quest’anno. «Ogni Stato deve assumersi la responsabilità di intensificare i controlli per combattere questo commercio illegale e distruttivo che minaccia la biodiversità del nostro pianeta – ha spiegato la Bearder  – Il piano d’azione ha tre priorità: la prima è combattere il contrabbando, la seconda riguarda l’attuazione e l’applicazione delle norme in tutti gli Stati membri e la terza concerne il rafforzamento della cooperazione tra paesi d’origine, di transito e di arrivo degli animali, delle piante e dei prodotti a essi correlati».

Il rapporto approvato dalla commissione ambiente chiede che i crimini contro la fauna selvatica vengano inclusi nel Serious and organised crime threat assessment (2017 Socta) dell’Europol, con me “crimine  grave e organizzato” così come è stato per il  terrorismo, traffico di esseri umani e il contrabbando di armi.

Gli eurodeputati  hanno anche votato per un divieto totale e immediato del commercio di avorio nell’Unione europea, sconfessando così la delegazione della Commissione europea alla recente Cop17 Cites che aveva votato contro il divieto totale internazionale sul commercio di avorio.

L’Unione Europea rappresenta sia un importante mercato di destinazione per fauna e flora  selvatici, sia un hub di transito e per alcune specie, come ad esempio le ceche di anguille, anche un luogo di partenza del contrabbando

Il mercato nero di animali selvatici mette a rischio la sopravvivenza di numerosi specie animali (elefanti, rinoceronti, tigri, rettili, squali) e vegetali (legname tropicale, coralli, orchidee). L’equilibrio dei vari ecosistemi è minacciato sia dai rischi costituiti dalla riduzione del numero di esemplari autoctoni che dall’inserimento di specie aliene. I parlamentari europei sottolineano che «Negli ultimi anni, questo commercio illegale ha raggiunto livelli senza precedenti, a causa della domanda sempre crescente di animali esotici o prodotti derivati dal loro abbattimento. La criminalità organizzata ha scoperto il redditizio budget del traffico illecito di piante o animali: il rischio di essere scoperti fino a oggi era basso e il guadagno molto alto. I proventi di questa attività vengono utilizzati anche per il finanziamento di alcuni gruppi terroristici. In più, si tratta di un terreno particolarmente scivoloso a livello legale in quanto tali prodotti riescono a essere venduti nel mercato ufficiale attraverso documentazioni fraudolente che rendono il consumatore non consapevole della provenienza illecita».

La Bearder conclude: «Il traffico di fauna selvatica è la quarta più grande attività criminale organizzata sul pianeta. E’ giunto il momento di contrastarlo seriamente. Le sanzioni contro il traffico di fauna selvatica devono essere molto gravi per riflettere la gravità di questo reato e devono essere le stesse in tutta l’Ue.  Le gang  sanno dove possono ottenere poca detenzione e punizioni soft  e si concentrano lì. Questo deve essere fermato. Sono inoltre lieta che i deputati chiedano un divieto a livello Ue, totale e immediato, sul commercio di avorio».