Evoluzione umana, quando invece del più adatto sopravvive il più ricco

Tra i 4 e gli 8mila anni fa i maschi si sono indeboliti geneticamente. Fortunatamente le femmine no

[17 marzo 2015]

Un folto team internazionale di ricercatori ha scoperto un forte declino della diversità genetica nei maschi umani tra i 4 e gli 8000 anni fa, nella metà del tardo-neolitico, probabilmente riconducibile al risultato di un accumulo di ricchezza materiale. La diversità genetica femminile, al contempo, è invece aumentata.

Nello studio “A recent bottleneck of Y chromosome diversity coincides with a global change in culture” pubblicato su  Genome Research, gli scienziati delle università dell’Arizona, di Cambridge, di Tartu e del Biocentre dell’Estonia ricordano che il DNA che si eredita dai genitori contribuisce a formare le nostre caratteristiche fisiche: gli occhi azzurri o marroni, i capelli neri o rossi, se si è maschio o femmina, ma può anche determinare quali malattie o disturbi come il morbo di Crohn, la fibrosi cistica, l’emofilia o neurofibromatosi avtremo.

La leader del team di ricerca, Melissa Wilson Sayres, della School of Life Sciences dell’Arizona State University, sottolinea però che tra gli esseri umani potrebbe esserci stato qualcosa di diverso da quel che comunemente è accaduto per le altre specie: «Invece della “sopravvivenza del più adatto” in senso biologico, l’accumulo di ricchezza e di potere potrebbe aver aumentato il successo riproduttivo di un numero limitato di maschi “socially fit” e dei loro figli», piegando la massima darwiniana.

Tra gli scienziati è opinione comune che circa 50.000 anni fa ci sia stato un “collo di bottiglia” importante per la diminuzione della diversità genetica, quando un sottoinsieme di esseri umani lasciò l’Africa e migrò nel resto del mondo. Le firme di questo “collo di bottiglia” sono impresse nella maggior parte dei geni delle popolazioni non africane. Ma la ricerca ha scoperchiato anche un fenomeno successivo.

Toomas Kivisild, della Division of Biological Anthropology dell’università di Cambridge, spiega: «Con nostra grande sorpresa, abbiamo rilevato un altro collo di bottiglia specificatamente maschile. Il segnale di questo collo di bottiglia risale ad un periodo di tempo tra i 4 e gli 8000 anni fa, quando gli esseri umani in diverse parti del mondo erano diventati agricoltori sedentari».

I ricercatori hanno studiato campioni di DNA prelevati dalla saliva o dal sangue di 456 maschi che vivono in 7 regioni di 5 continenti, compresi  l’Africa, le Ande, sud-asiatico, il Medio Oriente, l’Asia Centrale, l’Europa e l’Oceania. In particolare hanno studiato il cromosoma Y, che si tramanda attraverso il lignaggio maschile, e i mitocondri,  tramandato dalle madri. Utilizzando modellazione al computer e statistica, si sono imbattuti in in quelli che sembrano due “colli di bottiglia” estremi nella storia genetica umana, il secondo dei quali riguarda però solo la linea maschile.

I ricercatori danno una spiegazione che farà inorridire i razzisti, visto che è un esaltazione del meticciato: «Studiare la storia genetica è importante per capire i livelli di fondo della variazione genetica. Avere un alto livello di diversità genetica è vantaggioso per l’uomo per diversi motivi. In primo luogo, quando i geni degli individui di una popolazione variano notevolmente, il gruppo ha una maggiore possibilità di sopravvivenza, in particolare contro le malattie. Può anche ridurre la probabilità di passare lungo tratti genetici sfavorevoli, che nel tempo possono indebolire una specie».

Secondo Monika Karmin, dell’università di Tartu, queste scoperte potrebbero avere importanti ricadute per quanto riguarda la salute umana: «Sappiamo che alcune popolazioni sono predisposte per certi tipi di malattie genetiche. Prendere in considerazione l’evoluzione globale della popolazione è importante, soprattutto per quanto riguarda la medicina», e Wilson Sayres, del Biodesign Institute dell’università dell’Arizona aggiunge: «Quando un medico cerca di fare una diagnosi quando siete malati, vi chiede del vostro ambiente,  cosa sta succedendo nella vostra vita e della vostra storia genetica basata sulla salute della vostra famiglia. Se vogliamo capire la salute umana su scala globale, dobbiamo conoscere la nostra storia genetica globale; questo è quel che stiamo studiando».

I ricercatori ritengono che grazie a questo otterremo rilevanti informazioni per realizzare i modelli di diversità genetici di intere popolazioni umane, così come informazioni sulla loro vulnerabilità ad alcune malattie.

La Wilson Sayres conclude: «Il prossimo passo è quello di continuare la ricerca con la raccolta di un maggior numero di campioni di DNA, aumentando la diversità dei campioni, e lavorando con antropologi e sociologi per acquisire una prospettiva più ampia sui risultati».