Federcaccia sullo stop della Corte costituzionale al contenimento venatorio degli ungulati: «Sia una occasione di profonda riflessione»

Lo stop alle operazioni di contenimento e controllo deve essere al più presto affrontato dall’Esecutivo, ma superata la contingenza si ripensi la legislazione in materia

[19 giugno 2017]

La Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia) interviene sulla recente sentenza della Corte Costituzionale che, su richiesta del governo in seguito a un esposto di associazioni protezionistiche e animaliste, ha ha annullato 5 disposizioni 5 disposizioni in in materia di caccia, varate dalla Regione Liguria nel dicembre 2015, ritenendole illegittime.  La senytenza dichiara incostituzionali le disposizioni che abilitano le squadre di cacciatori o altri cacciatori privati (i. “selecontrollori) alle operazioni di controllo faunistico diverse dalla caccia vera e propria, anche nelle aree protette che finora li avevano utilizzati. 

Ecco cosa scrive Federcaccia;

 

Come è noto, con sentenza numero 139 del 23 maggio scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune parti della Legge regionale della Liguria n. 29 del 2015, censurando fra le altre cose i Piani di abbattimento affidati a squadre di cacciatori e il loro svolgimento al di fuori dai tempi e orari previsti dalla 157/92.

La sentenza ha aperto una gravissima problematica a livello nazionale per quanto riguarda il tema del controllo della fauna selvatica, tanto da portare tutte le Regioni a chiedere una riunione urgente per individuare una soluzione rapida allo stop alle operazioni di controllo, conseguenza del pronunciamento della Corte suprema.

L’impiego di personale formato, che opera a titolo del tutto gratuito, anzi a proprie spese e rischio, sotto il controllo delle Istituzioni in un contesto che nulla ha a che vedere con la pratica venatoria, in vere e proprie operazioni di pubblica sicurezza, è stato infatti fino ad ora, come ricordato anche dalle associazioni agricole, un modo per far fronte all’emergenza che deriva dalla gestione di tutti i selvatici problematici.

Ricordiamo che le operazioni di controllo da cui la sentenza della Corte Costituzionale ha escluso chi non è parte di forze di polizia ad ogni livello, hanno lo scopo di prevenire non solo danni alle aziende agricole, ma anche alle infrastrutture viarie, ai canali, fiumi e soprattutto pericoli per la circolazione dei veicoli e rischi sanitari.

Federazione Italiana della Caccia, che si è immediatamente attivata sul piano tecnico giuridico al fianco delle Regioni, auspica che oltre a trovare una rapida soluzione di questo grave stato di impasse, il Governo si fermi a riflettere sulla necessità di dotare il Paese di una normativa che senza cedere a posizioni ideologiche e facili richiami emotivi, affronti in modo serio, scientificamente fondato e in una ottica di respiro europeo, il tema della fauna problematica e in esubero, contemperando le esigenze della tutela animale, della sicurezza delle persone e della salvaguardia per chi sul territorio vive, lavora e produce una parte importante dell’economia del Paese.

In questo quadro, Federcaccia e il mondo venatorio italiano sono disponibili a proseguire come da sempre fanno la collaborazione con le Istituzioni e a svolgere una attività che va a vantaggio e tutela dell’intera comunità.

di Federazione Italiana della Caccia