L’appello a cittadini e turisti: documentate con foto o video gli avvistamenti

Ferragosto con la foca monaca: tre avvistamenti a Venezia, tra mare e laguna

Sembra un giovane esemplare, una conferma che l'area è ambiente importante per la sopravvivenza dei giovani individui

[16 agosto 2016]

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La laguna di Venezia si conferma un ambiente gradito alla foca monaca, animali che negli ultimi anni sono tornati a frequentare le acque dell’alto Adriatico. Gli ultimi avvistamenti sono avvenuti in questi giorni di ferragosto: un esemplare è stato avvistato dal comandante di un vaporetto della Actv durante il servizio tra la fermata di Lido Treporti e quella dell’isola di Burano. Il muso della foca è apparso per pochi istanti a pochi metri di distanza dalla fiancata del battello, un tempo sufficiente ad identificare i caratteri inconfondibili: muso, baffi e una pinna frontale mossa per accelerare la capovolta di immersione.

Il comandante ha subito allertato Giampaolo Pamio della Lipu di Venezia, costantemente attiva nel raccogliere le segnalazioni dei cittadini sugli animali in difficoltà; la segnalazione è poi passata al responsabile del Gruppo Foca Monaca Onlus, Emanuele Coppola, per raccogliere direttamente i dettagli della nuova testimonianza. Dall’analisi degli avvistamenti è poi emerso che in realtà le osservazioni di questi giorni sono state almeno tre: la prima avvenuta quindici giorni fa da terra proprio di fronte alla fermata di Lido Treporti. Questo primo avvistamento ha lasciato l’osservatore interdetto e con molti dubbi. L’ultimo avvistamento avvenuto ieri ha poi sciolto le riserve.

L’animale in realtà ha lasciato altre tracce della sua presenza: mentre venivano raccolte le informazioni dal Gruppo Foca Monaca si verificava un terzo avvistamento in mare, segnalato da un collega dell’Actv durante una passeggiata in barca, alle 9,45 a poca distanza dalla bocca di Lido nel lato sud di San Nicolò. «Si sta dunque verificando una serie di segnalazioni in laguna simile a quella avvenuta tre anni fa – dichiara Emanuele Coppola responsabile del Gruppo Foca Monaca che ha maturato un’esperienza di oltre trent’anni sulla specie e ha recentemente pubblicato un libro per l’editore Orme dal titolo “Il mistero del Mediterraneo.  Trent’anni di incontri con la foca monaca”- Sembra possa trattarsi di un giovane esemplare, una conferma che la laguna di Venezia è un ambiente estremamente importante per la sopravvivenza dei giovani individui che provengono dalle vicine coste dalmate, aree dove sono presenti numerosissimi luoghi adatti alla riproduzione della specie».

L’appello rivolto a tutti i cittadini e turisti da parte del Gruppo Foca Monaca e della LIPU di Venezia è quello di mantenere alta l’attenzione cercando ove possibile di documentare fotograficamente o con riprese video la presenza di questi straordinari animali: la raccolta anche di singole immagini video e foto è di enorme utilità. Per una specie così rara la ripresa con strumenti anche non professionali consente agli esperti di aggiungere preziose informazioni sulla consistenza numerica delle foche presenti nell’area di avvistamento e sui loro comportamenti e abitudini di vita attraverso pochi dettagli come il profilo dell’animale, eventuali graffi sul pelame, etc.

Anche in questo caso il GFM rilancia la promessa, già mantenuta nel 2013 con la Famiglia Ferro di Chioggia, di premiare chi sarà in grado di fornire immagini video-foto utili con una medaglietta in argento dorato, riproduzione di un’antica moneta ellenica con l’effige della foca monaca. La spiegazione di questi eventi va ricercata, come già più volte spiegato, nella presenza di uno o forse più nuclei vitali di foche monache che il Gruppo Foca Monaca insieme all’omologo gruppo Croato Grupa Sredozemna Medvijedica guidato dalla Biologa di Zagabria Jasna Antolovic, stà seguendo da oltre dieci anni.

di Lipu Venezia e Gruppo Foca Monaca