La Festa del Lupo: l’ironia al lavoro contro paure e leggende metropolitane

[10 novembre 2014]

Si è appena chiusa a Castelluccio di Porretta Terme in provincia di Bologna la 4° edizione della Festa de Lupo, appuntamento che si svolge ogni due anni dal 2008, di cui Antonio Iannibelli, fotografo naturalista e wolf-blogger è l’ideatore. Una tre giorni organizzata in un ambiente accogliente dove si sono susseguiti interessanti focus dedicati al lupo, Canis lupus italicus. “Nel mondo dei lupi”, mostra collettiva di fotografie e disegni, laboratori di educazione ambientale per bambini dedicati al lupo, escursioni sulle tracce dei lupi e un convegno su “Il lupo in Italia e la sua percezione”.

Fotografi, reporters naturalisti e videomakers, molti con decenni di lavoro alle spalle, hanno restituito le loro esperienze sul campo, raccontando attraverso video e foto come questo predatore sia schivo, difficile da incontrare e avvicinare. Si possono addirittura contare sulle dita di una mano i pochi incontri col lupo in tutta una vita di lavoro, giornate ma soprattutto nottate passate sul campo in attesa di riprenderlo e fotografarlo. Non sono mancati interventi di esperti, da Mia Canestrini, zoologo e tecnico faunistico che ha illustrato l’esperienza del Wolf Appenine Center al Prof. Giampaolo Pennacchioni, Università di Foggia, che ha esposto i progetti di ecologia applicata realizzati in territorio pugliese, e il conflitto con la popolazione locale che, dopo anni di studi e buone pratiche sta facendo spazio alla condivisione.

Leit motiv dell’evento è stata la vena ironica nel voler sfatare la sua cattiva reputazione, archetipo dell’aggressività e della voracità descritto fin dal passato con aggettivi che ne sottolineano la crudeltà e come fiera famelica anche verso l’uomo. Tutt’oggi, i quotidiani da nord a sud, gridano ancora “Al lupo, al lupo!” e le leggende su questo affascinante animale si moltiplicano.

Location speciale dell’evento il Castello di Manservisi, nel cuore dell’Appenino Tosco-Emiliano, dove pionieristicamente negli anni ’70, grazie a una campagna del Wwf, si ottenne la protezione assoluta della specie, dopo che ne fu riscontrato un esiguo numero di esemplari presenti. Qui, oggi, il predatore è presente in numero consistente e l’Appennino rappresenta il primo ambiente tra  l’Emilia e la Toscana ripopolato dal lupo.

Eventi come la Festa del Lupo, ospitato dalla pro loco, e che ha visto la partecipazione attiva delle cooperative, delle associazioni locali di cacciatori e di molti abitanti del luogo, fanno ben sperare che la convivenza uomo-lupo possa essere un obiettivo concreto e realizzabile anche in altri territori della Penisola che si stanno affacciando in anni recenti al problema del conflitto dato dalla coesistenza del lupo e attività umane.

di Romina Bicocchi, Segreteria organizzativa Legambiente Festambiente