Fine delle quote latte, salvare le stalle tradizionali per tutelare rondini e passeri

La Lipu sostiene la protesta di Coldiretti «Le rondini rischiano di non trovare più i siti di nidificazione»

[6 febbraio 2015]

In tutta Italia si sta tenendo l’iniziativa di Coldiretti  Un giorno da allevatore che la maggiore associazione agricola definisce «La più grande operazione di mungitura pubblica per salvare il latte Made in Italy, in vista dello storico addio dopo un trentennio al regime quote latte» ed agli allevatori arriva il sostegno della Lipu/BirdLife Italia, che ribadisce l’importanza di un’agricoltura rispettosa della biodiversità naturale e di prodotti alimentari più sicuri per la salute dei consumatori per «Mantenere le stalle tradizionali di pianura, collina e montagna per salvare la biodiversità e importanti specie di uccelli come la rondine, la passera mattugia e lo stiaccino in montagna».

Secondo l’associazione protezionistica «La chiusura delle stalle mette a rischio specie simbolo delle campagne come la rondine, che tra meno di due mesi arriverà dall’Africa per cercare le piccole-medie stalle dove costruire il nido». Alla Lipu forniscono i dati di un declino: «Sia l’Indice delle specie che frequentano le aree agricole di pianura e facenti parte del Farmland Bird Index (Fbi) – realizzato l’anno scorso da Lipu e Rete rurale nazionale per conto del ministero delle Politiche agricole – tra cui allodola (-4% di variazione media annuale nel periodo 2000-2013), averla piccola (-4,4%) e saltimpalo (-5,2%), che l’Indice delle specie delle praterie montane (Fbi pm), tra cui stiaccino (-5,5%) e spioncello (-2,8), evidenziano che tali specie versano in un cattivo stato di conservazione a causa dell’abbandono delle attività agricole tradizionali».

Il presidente della Lipu. Fulvio Mamone Capria, che partecipa al presidio Coldiretti in Piazza del Campidoglio a Roma, conclude: «Sostenendo la sopravvivenza delle stalle tradizionali si tutelano anche i prati e i pascoli, habitat preziosi per la nidificazione di importanti specie di uccelli, oggi in declino. Solo promuovendo un’agricoltura amica dell’ambiente possiamo evitare gravi danni agli ecosistemi, assicurando nel contempo prodotti di qualità e rispetto per la salute di chi li consuma. Noi chiediamo al Governo più attenzione per l’allarme lanciato da Coldiretti su un tema così importante come la produzione del latte italiano. Alla più grande organizzazione agricola rivolgiamo un appello a proseguire lo sviluppo di politiche sempre più legate a produzioni biologiche, al benessere degli animali, al rispetto della biodiversità. Solo così riusciremo a garantire sostenibilità per l’ambiente del settore agroalimentare e a differenziarci da una globalizzazione di prodotti scadenti che non rispettano né la salute dei cittadini, né quella degli animali».