Flash mob all’Elba contro il campo boe del Frugoso. Legambiente: bene la protesta (FOTOGALLERY)

Gli ambientalisti: «Basta privatizzazione di mare e coste. Situazione surreale»

[21 agosto 2017]

Sulla spiaggia del Frugoso, al Cavo, la frazione balneare del Comune di Rio Marina, si è tenuto un flash mob spontaneo al quale hanno partecipato  cavesi e turisti «per protestare contro la realizzazione di un campo boe e di un corridoio di lancio all’interno della zona di balneazione limitando fortemente la stessa», come sottolinea un breve comunicato dei promotori che denuncia: «Il divieto di balneazione è già stato indicato con un cartello nel corridoio di lancio , mentre niente è evidenziato al momento per l’area d’ormeggio dove i bagnanti continuano liberamente a nuotare fra i gavitelli.. L’area sottostante il Campo Boe è costituita da una meravigliosa prateria di posidonia. il problema è già stato sollevato da Legambiente».

Ed è proprio Legambiente Arcipelago Toscano a esprimere per prima sostegno alla manifestazione «E’ davvero una gran bella notizia il flash mob organizzato spontaneamente da cittadini e turisti a Cavo e il Sindaco di Rio Marina dovrebbe davvero meditare su quello che si sta rivelando – come avevamo facilmente previsto – una scelta sbagliata, anche dal punto di vista economico, visto che il campo boe che ha così pervicacemente voluto non sembra essere molto frequentato».

Il Cigno Verde isolano ricorda che «A nulla sono servite le nostre richieste di non utilizzare l’ormai superata tecnica dei corpi morti e catenarie che, come mostrano le foto scattate da un nostro socio,  hanno un forte impatto sulla prateria di posidonia oceanica, un habitat prioritario dell’Unione europea.  D’altronde, al  Frugoso la situazione è così surreale che, prima della protesta, qualcuno aveva provveduto  a correggere il cartello posizionato dal comune in base all’ordinanza della Capitaneria di porto, portando più realisticamente il limite delle acque interdette alla balneazione da 200 e 50 metri. Forse anche perché le moto d’acqua, che ormai in quasi tutte le località balneario vengono tenute lontane dalla costa o addirittura vietate, al Frugoso scorrazzano impunemente e ad alta velocità entro i 100 metri dalla spiaggia».

Gli ambientalisti si rivolgono direttamente al Sindaco e alla giunta comunale riese: «Se si vuole davvero rilanciare il turismo balneare e nautico a Cavo e a Rio Marina non lo si farà certo con la privatizzazione della costa e con inutili e dannosi campi boe di vecchia concezione, ma lo si può sicuramente fare valorizzando e segnalando le piccole spiagge selvagge vicine che sta ripulendo l’iniziativa Vele Spiegate di Legambiente e Diversamente Marinai e gli altri gioielli costieri di Cavo e Rio Marina, puntando a un turismo sostenibile, non invasivo, che goda della bellezza selvaggia e della tranquillità di coste che potrebbero essere l’occasione di un nuovo turismo e non, come accade, per scimmiottare modelli vetusti e superati e progettare mega interventi che ormai si fanno solo nei Paesi in via di sviluppo. E’ questo che ha chiesto la spontanea manifestazione di Cavo e amministratori attenti e al passo coi tempi farebbero bene ad ascoltare turisti e cittadini».